Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Tangente per far riassumere un lavoratore, tre nuovi arresti

In manette anche il vicesindaco di Gioia del Colle. Ieri l'arresto in flagranza di due avvocati baresi. A far partire l'indagine la denuncia di un ex dipendente della comunità montana 'Murgia Barese Sud-Est'

Si allarga l'inchiesta sulla presunta tangente da 50mila chiesta ad un dipendente della comunità montana 'Murgia Barese Sud-Est' per ottenere la chiusura di una controversia di lavoro ed essere riassunto. Dopo l'arresto in flagranza di due avvocati baresi compiuto ieri dalla Guardia di Finanza, oggi altre tre persone sono state portate in carcere con l'accusa di concussione.

I NUOVI ARRESTI - Tra gli arrestati c'è anche il vicesindaco di Gioia del Colle, Francesco Paolo Ventaglini, ex vicepresidente della Comunità Montana. Insieme a lui, sono finiti in manette Erasmo Mancino e Giuseppe Santoiemma, rispettivamente commissario liquidatore e segretario generale dell'ente.

LE INDAGINI - A far scattare le indagini è stata la denuncia di un ex dipendente della comunità montana, il quale aveva dichiarato di aver ricevuto la richiesta di una tangente da 50mila euro dal proprio difensore, l'avvocato Vita Maria Pia Baldassarre (in carcere con le stesse accuse dopo l'arresto in flagranza) per ottenere la risoluzione della controversia di lavoro tra l'ente e il suo cliente, licenziato nel 2007. Nel processo per mobbing intrapreso dall'ex dipendente contro la comunità montana e ancora pendente, l'uomo avrebbe chiesto 500mila euro a titolo risarcitorio. I funzionari dell'ente, d'intesa con il proprio difensore, Giovanni Paolo Castellaneta (agli arresti domiciliari) e con il difensore dell'ex dipendente - secondo l'accusa - hanno proposto una transazione finale di 100mila euro in cambio, però, di una tangente di 50mila euro. Le indagini della Gdf, coordinate dal pm di Bari Luciana Silvestris, si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali e di acquisizioni documentali presso la sede dell'ente. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, l'ex dipendente avrebbe consegnato i 50mila euro all'avvocato Baldassarre che ne avrebbe trattenuti 8 mila come parcella. I restanti 42 mila euro sarebbero stai consegnati all'avvocato Castellaneta che, a sua volta, avrebbe dovuto ripartirli tra gli altri coindagati.

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