Cronaca

Scandalo tangenti a Modugno, l'ex sindaco Rana respinge le accuse

Ieri nuova giornata di interrogatori nell'ambito dell'inchiesta che il 30 novembre scorso ha portato all'arresto di 12 persone, tra cui il sindaco Gatti e l'ex primo cittadino Rana

L'ex sindaco di Modugno Pino Rana

Nuova giornata di interrogatori di garanzia a Bari nell'ambito dell'inchiesta che il 30 novembre scorso ha portato all'arresto di 12 persone coinvolte nell'inchiesta su presunte tangenti pagate in cambio di concessioni edilizie. Tra gli indagati posti ai domiciliari, amministratori, funzionari e imprenditori, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso, peculato, estorsione, truffa, riciclaggio e lottizzazione abusiva. Tra queste il sindaco Gatti (Pd), che si è dimesso, e il suo predecessore Pino Rana (prima Pd e poi Udc). Altre 15 persone - perlopiù professionisti e imprenditori - sono indagate.

Davanti al gip Ambrogio Marrone e al pm Francesco Bretone, l'ex primo cittadino Rana ha risposto a tutte le domande contestando ogni addebito per circa tre ore. Il difensore di Rana, avv.Pasquale La Pesa, ha depositato documenti difensivi riservandosi di chiedere, nei prossimi giorni, la revoca degli arresti domiciliari.

Prima di Rana è stato interrogato Pinuccio Vasile (consigliere dimissionario dei Moderati e Popolari) che ha contestato l'esistenza di un'associazione per delinquere così come ipotizzato dall'accusa, spiegando che prima del 2009 alcuni dei presunti promotori dell'associazione erano suoi avversari politici. In particolare Vasile era all'opposizione di centrodestra mentre l'allora sindaco Rana ara capo della maggioranza di centrosinistra. Il difensore di Vasile, avv.Sergio Cavallo, ha chiesto la revoca della misura cautelare. Stessa richiesta avanzata dai difensori degli altri due indagati che hanno risposto alle domande, contestando le accuse, il dirigente e il funzionario dell'ufficio tecnico del Comune di Modugno, Giuseppe Capriulo e Vincenzo Alfonsi. Si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere Vito Carlo Liberio, ex consigliere comunale dell'Api e l'imprenditore Giuseppe Caggiano. Nei confronti degli indagati che hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari il pm si è riservato di depositare il parere entro lunedì. Poi il gip avrà cinque giorni per decidere. (Fonte Ansa)

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