Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Tangenti, la Procura chiede condanna a sei anni e sei mesi per Fitto

L'inchiesta riguarda presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti pubblici all'epoca in cui Fitto era governatore

Sei anni e sei mesi di reclusione per corruzione, illecito finanziamento pubblico ai partiti, peculato e per due episodi di abuso d'ufficio: è questa la condanna chiesta oggi dalla Procura di Bari per l'ex ministro Raffaele Fitto, imputato in un processo per presunti illeciti nell'aggiudicazione di appalti pubblici.

Il processo che si celebra dinanzi al tribunale collegiale di Bari riguarda in particolare l'esistenza di un presunto accordo illecito finalizzato ad assicurare alla società 'Fiorita' le concessioni di servizi di pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Asl pugliesi, e l'affidamento di un appalto da 198 milioni di euro ad una società di Angelucci per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite (Rsa). I fatti contestati a Fitto risalgono al periodo 1999-2005, epoca in cui (dal 2000 in poi) il parlamentare Pdl era presidente della Regione Puglia.

Tra gli episodi contestati la presunta tangente da 500.000 euro che Fitto avrebbe ricevuto dall'editore e imprenditore romano Giampaolo Angelucci, per il quale la Procura ha chiesto la condanna alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione e illecito finanziamento pubblico ai partiti. Vi sono poi l'illecito finanziamento pubblico, per lo stesso importo della tangente, ricevuto dal partito dell'ex presidente, 'La Puglia Prima di Tutto', un peculato e due abusi

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