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Condannato per bancarotta e droga, per Tarantini un altro anno di affidamento ai servizi sociali

L'imprenditore barese, che sta scontando una pena per bancarotta fraudolenta a cui si aggiungerà una per droga, ha ottenuto l'estensione della misura: da ormai due anni e mezzo fa volontariato con bisognosi e disabili

Potrà continuare a scontare la sua pena facendo volontariato con bisognosi e disabili, come sta facendo ormai da quasi due anni e mezzo. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto la richiesta presentata dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, attraverso il suo legale, l’avvocato Nicola Quaranta, disponendo altri dodici mesi di affidamento in prova ai servizi sociali.

Tarantini sta attualmente scontando una pena per complessivi 2 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione relativa al patteggiamento per la bancarotta fraudolenta della società di famiglia, Tecno Hospital. Questa pena scadrà ad ottobre ma proseguirà per altri 12 mesi per la condanna per droga a 1 anno e 8 mesi di reclusione (8 mesi dei quali già scontati in custodia cautelare preventiva), diventata definitiva ormai un anno fa.

L'imprenditore barese presta la sua opera di volontario tre giorni a settimana in una parrocchia romana, aiutando nello smistamento di pacchi e cibo per i bisognosi, e in un negozio di abbigliamento dove insegna ad un ragazzo disabile il lavoro di commesso. 

Nei confronti di Tarantini pendono ancora due procedimenti penali, entrambi in attesa di Appello: quello sulle 'escort' per reclutamento e favoreggiamento della prostituzione che si riferisce alle ragazze portate dieci anni fa alle 'cenè di Berlusconi, costato in primo grado all’imprenditore una condanna a 7 anni e 10 mesi, e quello sugli appalti truccati in sanità (condanna in primo grado a 4 anni di reclusione).

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