Cronaca

I baresi e la Tari, tra "rincari" e bollettini in ritardo: "Troppi errori nei conteggi"

In questi giorni sono arrivati gli avvisi di pagamento per la tassa sui rifiuti. Non pochi cittadini e commercianti denunciano aumenti: "Paghiamo di più - afferma un esercente - per avere una città sempre sporca?"

Aumenti o ritardi nei bollettini, la solfa per molti è la stessa ogni autunno: "Va bene pagare ma se la città non è pulita i rincari diventano ancor di più inaccettabili": tra i cittadini e i commercianti baresi è un coro di proteste per una Tari in apparenza più salata rispetto allo scorso anno. Almeno è la percezione di numerosi abitanti, alle prese con le scadenze, rese, a dire il vero, meno impellenti dal Comune: la prima rata, il cui termine ultimo era fissato al 16 settembre, si potrà pagare fino al 16 novembre, giorno limite per saldare la seconda tranche dell'imposta annuale. La causa principale è la mancata ricezione dei bollettini da parte di parecchie utenze. Palazzo di Città ha deciso così di andare incontro ai disagi e ai dubbi dei cittadini.

I baresi chiedono spiegazioni e si recano all'Ufficio Tributi di corso Vittorio Emanuele anche durante il mercoledì in cui è chiuso. Oltre ai chiarimenti su bollette apparse più care rispetto al 2015 (per alcuni di qualche euro, per altri di diverse decine) non sono pochi coloro che hanno ricevuto bollettini sbagliati: "Ho cambiato casa l'anno scorso - racconta un anziano di Bari Vecchia -  e poche settimane fa mi è arrivata la tassa modulata sull'appartamento vecchio, grande il doppio. Possibile che vi siano questi disguidi?". Le inesattezze sembrano colpire più coloro che si sono trasferiti o hanno avuto variazioni nei componenti del nucleo familiare. Per i commercianti il problema si intreccia anche con la questione della raccolta differenziata: "Qui da noi non è ancora arrivato alcun bollettino - racconta una negoziante del Madonnella -. Non è facile per noi lavorare se ci sono anche pochi bidoncini a disposizione".

Stessa situazione anche a Bari Vecchia: "Stiamo pagando di più  - si sfoga un esercente - ma a che pro? Il quartiere è sporco e i cassonetti pieni. Tra l'altro, per molti qui è difficile differenziare, visto che i bidoni sono piuttosto lontani dalle case. Come fanno gli anziani a girare con bustoni pieni di bottiglie? Serve il porta a porta". Un'osservazione simile a tante comparse sulla bacheca Facebook del sindaco Decaro; comune a diversi quartieri della città. Quando poi ci sono i bodini, invece, l'inciviltà dei baresi prende spesso il sopravvento, come racconta una donna del Borgo Antico: "Su Largo Santa Chiara - spiega - c'è una situazione insostenibile tra buste e sporcizia. A che serve la tassa se poi abbiamo questo schifo?".

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