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Tartarughe decapitate rinvenute sul litorale, la Regione Puglia pronta a denunciare: "Atto barbarico"

Lo afferma l'assessore all'Ambiente, Gianni Stea: "Voci di riti messi in atto da pescatori e legati a insopportabili e arcaiche superstizioni? Tutto ciò sarebbe ancor più grave"

La Regione Puglia sporgerà denuncia e chiederà di costituirsi parte lesa se verranno accertati i reati per la vicenda delle tartarughe Caretta Caretta le cui carcasse, decapitate, sono state trovate in queste settimane sul litorale del nord Barese, tra Molfetta, Trani, Giovinazzo e Bari. Ad annunciarlo è l'assessore pugliese all'Ambiente, Gianni Stea: "Si tratta di una specie protetta - afferma - e ad altissimo rischio di estinzione e che ci troviamo davanti a reati penali. Se corrispondono al vero le voci che si tratterebbe di riti messi in atto da pescatori e legati a insopportabili e arcaiche superstizioni sarebbe, se possibile, ancora più grave". L'ultimo ritrovamento è avvenuto ieri, sulla spiaggia di San Girolamo.

"Reati barbari"

“Confido nell’operato delle forze dell’ordine  - aggiunge Stea - e della magistratura affinché si possa fare luce sugli autori di questi barbari reati appellandoni anche alla stragrande maggioranza dei pescatori che affrontano il proprio mestiere con enorme spirito di sacrificio e con grande rispetto per l’ambiente marino, affinché collaborino con le autorità preposte. E annuncio che se il reato sarà accertato e i colpevoli individuati chiederò che la Regione possa costituirsi parte lesa” conclude l'assessore.

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