Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Acquaviva delle Fonti

Quindici colpi esplosi davanti azienda di servizi ambientali: "Nessun ferito solo per puro caso", tre persone arrestate

Secondo gli inquirenti le modalità d'azione, a volto coperto con caschi integrali, sulla pubblica strada e di notte, ebbero finalità intimidatorie "tipiche della minaccia mafiosa" con intento di estorcere denaro

I carabinieri hanno arrestato, a Gioia del Colle (Bari), tre persone accusate, a vario titolo di danneggiamento di edificio a uso pubblico, detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso, nonché di tentata estorsione e favoreggiamento: in manette sono finiti il 33enne Raffaele Catanzaro, il 53enne Francesco Paradiso e il 36enne Michele De Carlo. Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Dda.

Le indagini dell'Arma e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia sono scattate la sera del 20 settembre 2018 dopo che, nella zona industriale di Acquaviva delle Fonti, due persone non identificate e a bordo di un potente scooter, fecero esplodere15 colpi d’arma da fuoco calibro 9x21mm davanti alla sede di una società ativa nel settore delle bonifiche ambientali, dei servizi di igiene nonché di costruzioni edili e stradali.

Secondo gli inquirenti le modalità d'azione, a volto coperto con caschi integrali, sulla pubblica strada e di notte, ebbero finalità intimidatorie "tipiche della minaccia mafiosa". Durante la sparatoria furono anche colpite tre auto parcheggiate nel piazzale e solo per puro caso non vi furono feriti tra i dipendenti presenti all'interno. il giorno dopo, nelle campagne di Gioia del Colle,  fu ritrovato il motociclo utilizzato dai due, completamente bruciato. L'analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona ha consentito di ricostruire l'episodio, documentato anche da alcune intercettazioni telefoniche.

Nel corso delle indagini, sarebbe stato anche registrato il tentativo, da parte del 33enne, di estorcere la somma di 10 mila euro a uno dei soggetti coinvolti nell’azione criminosa, quale prezzo del suo silenzio. Lui insieme a un altro soggetto, che non ha partecipato al danneggiamento, dovrà rispondere anche di favoreggiamento perché, al fine di eludere le indagini, avrebbe sottaciuto agli investigatori circostanze importanti.

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