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Cronaca Modugno

Termovalorizzatore abusivo a Modugno, la Regione parte civile

Nel processo sulla realizzazione dell'impianto Eco Energia-Marcegaglia 4 persone sono state rinviate a giudizio. La Regione sarà parte civile con i Comuni di Bari e Modugno, i Verdi e il Comitato Pro Ambiente

Anche la Regione Puglia sarà parte civile nel processo sulla realizzazione del termovalorizzatore targato Eco Energia-gruppo Marcegaglia che sarebbe dovuto sorgere nella zona industriale tra Bari e Modugno. La richiesta dell'ente è stata accolta ieri dalla prima sezione collegiale del Tribunale di Bari e va ad aggiungersi a quelle anticipate e ieri confermate, dei Comuni di Bari e Modugno, del Comitato cittadino Pro Ambiente e dei Verdi.

"E' l'ennesima vittoria della cittadinanza consapevole - ha commentato a margine dell'udienza il presidente del Comitato Pro Ambiente di Modugno, Tino Ferrulli - che sancisce il principio secondo cui non è possibile bypassare la volontà popolare su procedimenti relativi a impianti altamente inquinanti come inceneritori e centrali".

GLI IMPUTATI - Nel processo la Procura di Bari ha già chiesto e ottenuto, ad aprile scorso, il rinvio a giudizio di quattro persone. Si tratta del progettista e del direttore dei lavori - Carmine Carella, di Bari, e Nicola Trentadue, di Modugno - il legale rappresentante di Eco Energia, Antonio Albanese, di Massafra (Taranto) e l'ex dirigente del settore ecologia della Regione Puglia Luca Limongelli.

LE ACCUSE - Per Carella, Trentadue e Albanese l'accusa è quella di aver avviato i lavori di costruzione dell'inceneritore pur essendo sprovvisti di alcune delle autorizzazioni necessarie (parere vincolante dell'Autorità di bacino, essendo l'area sottoposta a vincolo idrogeologico, e nulla osta dell'Enac per la distanza dall'aeroporto) e per aver violato il vincolo paesaggistico e archeologico, come confermato definitivamente nel gennaio 2011 dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Per l'ex dirigente della Regione Puglia, invece, l'accusa è quella di aver rilasciato parere favorevole di Valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell'impianto, indicando 'erroneamente' - secondo l'accusa - che le ceneri prodotte dalla centrale non erano da considerare rifiuti pericolosi. I reati contestati sono dunque quelli di falso ideologico e abuso d'ufficio.

La prossima udienza è fissata per il 7 febbraio, quando comincerà la fase dibattimentale del processo.

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