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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

"Raccoglievano fondi per finanziare imam terrorista in Albania": blitz a Bari e in provincia, 4 arresti

L'operazione 'Soldato invisibile', condotta dalla Dda e dalla Digos, si è svola anche in una cittadina del Piemonte. Rinvenuti documenti e materiale riconducibili a Isis Daesh

Quattro cittadini di origini albanesi, residenti nel Barese, sono stati arrestati dalla Polizia poiché accusati di aver raccolto e inviato somme di denaro in Albania che avrebbero finanziato l'attività terroristica di un imam di una moschea, ritenuto vicino all'Isis Daesh. Stamane, a Bari, Adelfia, Rutigliano e in una località piemontese, è scattato il blitz denominato 'Soldato invisibile', coordinato dalla Dda del capoluogo pugliese.

Le immagini del blitz: gli arresti della Digos

In manette, ai domiciliari, sono finiti i 37enni Roland Leshi e Roland Belba, il 22enne Elsio Ramku e il 31enne Yljan Muca. Le somme raccolte, per l'inquirenti, avrebbero aiutato Genci Abdurrahim Balla, imam della moschea 'Xhamia e Letres' di Kavaje, vicino Tirana, già condannato, secondo quanto riporta l'Ansa, a 17 anni di carcere per aver reclutato numerosi combattenti inviati in Siria.

Le indagini della Digos di Bari furono avviate nell'aprile 2020 anche sulla base di informative dell'Aisi, l'agenzia italiana dei servizi segreti interni Le indagini, svolte con moderne tecniche di monitoraggio delle comunicazioni via web, associate a capillari controlli del territorio, hanno consentito di raccogliere gravi indizi in merito alle condotte di condivisione ideologica con la propaganda filo-jihadista, la detenzione di documenti e comunicati riconducibili all’Isis/Daesh (come ad esempio comunicati degli ex leaders dello Stato Islamico Abu Bakr Al Baghdadi e del suo successore Ebu Ibrahim El Hashimi El Kureshi), tutti tradotti in lingua albanese, video ed audio di propaganda dell’Isis/Daesh, comunicati e proclami redatti dallo stesso imam, di chiaro contenuto jihadista.

I quattro, avrebbero evidenziato nel corso delle investigazioni, secondo gli inquirenti, "un’attestazione religiosa radicale, secondo cui anche il 'Covid 19', in perfetta linea con alcune teorie di matrice jihadista, doveva essere considerato “un minuscolo soldato di Allah”, inviato sulla Terra per punire la miscredenza degli occidentali.

Il procuratore Dda Giannella. "Bari è ponte verso l'Est"

"Bari si conferma un ponte naturale per l'Est, quindi il fatto che ci siano presenze di persone che favoreggiano le attività dell'Isis è, diciamo, nella logica delle cose". Lo ha affermato  il procuratore aggiunto della Dda di Bari, Francesco Giannella, a margine della conferenza stampa indetta per fornire dettagli sull'operazione. Lo riporta l'agenzia Dire. Gli accertamenti eseguiti, aggiunge Giannella, sono "una costola dell'indagine che aveva già portato all'arresto di un cittadino somalo nel dicembre del 2018 e che è stato poi condannato a 8 anni di reclusione con una sentenza diventata definitiva di recente - ha aggiunto il procuratore -. Dall'analisi degli apparati utilizzati dall'uomo, è stata rilevata l'esistenza di una chat di WhatsApp di persone di fede islamica che sono a Bari e dintorni" che avrebbero assunto comportamenti "in violazione della legge penale in materia di reati di terrorismo".

"Ci sono molte conversazioni - ha proseguito Giannella - in cui si fanno analisi di vicende internazionali" e "ce n'è una del luglio 2020 che letta oggi fa un certo effetto perché si parla dei Balcani, si parla dell'Ucraina in una visione di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente". Nell'intercettazione "si parla di una appropriazione dell'Ucraina da parte degli occidentali finalizzata ad appropriarsi del gas ucraino" e che "non serve a dare una lettura delle vicende attuali" ma "fa capire qual è il substrato culturale di convinzioni che serpeggiano in certi ambienti e che vedono ogni evento internazionale come un evento di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente".

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