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Terrorismo, nell'inchiesta della Dda dieci indagati per supporto ai 'foreign fighters'

L'indagine ha portato oggi all'arresto di un 45enne iracheno già condannato per terrorismo, ma gli indagati sarebbero almeno una decina. Il sospetto è che abbiano fornito 'supporto logistico' a soggetti in qualche modo legati al fondamentalismo islamico combattente. Il questore De Iesu ha escluso comunque che i soggetti stessero al momento pianificando un'azione terroristica

Sarebbero almeno dieci le persone indagate dalla Dda di Bari nell'ambito di un'inchiesta sul terrorismo internazionale che questa mattina ha portato all'arresto di un cittadino iracheno di 45 anni, Muhamad Majid.

Majid, che ha già scontato una condanna a dieci anni per terrorismo nell'ambito di un'altra inchiesta condotta dalla Procura di Milano e si trovava nel Cie di Bari in attesa di espulsione, è per ora accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'ipotesi è che il 45enne - così come gli altri indagati - abbia fornito 'supporto logistico' per consentire a soggetti in qualche modo legati all'area del fondamentalismo islamico combattente di entrare in Europa. Le indagini condotte dalla Dda, infatti, avrebbero accertato contatti tra Majid e soggetti ritenuti vicini alla cellula terroristica 'Ansar Al Islam', di cui lo stesso 45enne - come emerso nell'ambito del processo in cui era coinvolto a Milano - avrebbe fatto parte.

Nel corso della perquisizione in un appartamento di via Melo in cui viveva con altri cittadini iracheni e iraniani - da cui poi sono partite le indagini -  Muhamad Majid fu trovato in possesso di un quaderno con copertina rossa, su cui appariva evidenziato il nome di Bassam Ayachi (l'imam del Belgio alcuni anni fa arrestato, processato e condannato in primo grado per terrorismo internazionale e poi assolto dalla Corte di Appello di Bari). Gli agenti trovarono anche numerose cartoline riportanti frasi in lingua araba e messaggi riconducibili alla Jihad.

A margine della conferenza stampa relativa all'arresto, il Questore di Bari, Antonio De Iesu, ha comunque precisato che le indagini vanno avanti, e che finora non sarebbe comunque emerso nessun elemento che faccia ipotizzare che si stesse pianificando un'azione terroristica, né a Bari, né a livello nazionale ed internazionale.

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