Barese indagato per apologia del terrorismo, prima lezione del percorso anti-jihad

Alfredo Santamato, 42enne di Turi, ha cominciato il percorso imposto dai magistrati: "Mi aspetto che questi incontri possano servire a comprendere gli errori fatti"

"Mi aspetto che questi incontri possano servire a comprendere gli errori fatti": a parlare è Alfredo Santamato, 42enne di Turi, alias Muhammad da quando si è convertito all'Islam, il quale ha cominciato il percorso di deradicalizzazione deciso dai magistrati baresi tra le prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale a cui è sottoposto da alcuni mesi . L'uomo è accusato di apologia di terrorismo: si è presentato in Questura a Bari accompagnato dalla madre e quindi scortato da agenti della Digos, ha raggiunto l'Università per seguire la prima lezione: "Questo è stato un primo incontro - ha detto uscendo dall'aula nell'ex palazzo delle Poste - . Abbiamo tirato le linee guida di questo percorso, quindi non posso dire ancora niente sui contenuti. Però credo che sia una cosa positiva perché mi servirà per capire".

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Lezioni con cadenza di 15 giorni

Le lezioni avranno cadenza quindicinale e riguarderanno temi come i diritti costituzionali, l'uguaglianza dei cittadini nella diversità culturale e religiosa, la condizione della donna e, collegato con questo, dei simboli religiosi e dell'abbigliamento femminile ma anche riferimenti al rilievo penale di matrattamenti in famiglia, violenza privata e mutilazioni rituali. Nei mesi scorsi, gli inquirenti, analizzando sue dichiarazioni e il suo profilo Facebook, avrebbero notato la sua volontà di far infibulare le figlie. L'uomo avrebbe anche condiviso l'ipotesi di istituire una "polizia religiosa" per "controllare" i comportamenti delle donne e, contemporaneamente, condivideva messaggi su sgozzamenti e integralismo islamico, oltre ad avere numerosi contatti con sospetti jihadisti.

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