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Terrorismo, sgominata cellula islamica operante in Puglia: sei arresti

Operazione dei carabinieri del Ros. Sequestrati documenti che testimoniano l'attività di proselitismo della cellula, con video incitanti alla jihad e ad azioni suicide in occidente e nelle 'zone di guerra'

Una cellula terroristica di matrice islamista, operante in Puglia, è stata sgominata grazie ad un'operazione dei carabinieri del Ros. I militari stanno eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare in Italia e all'estero nei confronti di sei presunti affiliati al gruppo, accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale ed istigazione all'odio razziale.

LE INDAGINI - Secondo quanto accertato dai carabinieri, la cellula pugliese, caratterizzata da un acceso antisemitismo e da un'aspra avversione verso gli stati "infedeli", quali gli Usa e l'Italia, sarebbe in stretto contatto con personaggi di spicco del terrorismo internazionale. Le indagini hanno inoltre consentito di documentare "la diffusa attività di proselitismo e di indottrinamento di nuovi affiliati, anche con documenti audio-video incitanti alla jihad e ad azioni suicide in occidente e nelle 'zone di guerra'.

GLI ARRESTI - Le persone arrestate sono state in tutto quattro. Altri due, un marocchino e un tunisino, sono sfuggiti all'arresto perché si trovano in Tunisia. Il capo della cellula, l'Imam tunisino della moschea di Andria, Hosni Hachemi Ben Hassen, è stato arrestato in Belgio. Altri due tunisini sono stati arrestati in provincia di Catania, mentre un altro tunisino è stato arrestato a Milano. L'indagine, condotta dalla procura di Bari, ha accertato come dal 2008 gli indagati fossero associati tra loro per compiere atti di terrorismo internazionale in Italia e all'estero. Il gruppo progettava - anche se non avrebbe mai individuato un obiettivo specifico - azioni terroristiche contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali riconducibili a Stati 'infedeli' e nemici.

I DOCUMENTI SEQUESTRATI - "La Strada del Futuro", "Pagine Piegate", "Le dieci promesse per il Paradiso", "Conosci il tuo Profeta": sono i titoli dei quattro poster rintracciati dagli investigatori nell'agosto 2008 all'interno di un plico presso l'ufficio postale di Milano-Bovisa inviato dall'Imam di Andria Hosni Hachemi Ben Hassen "il quale volutamente - scrive il gip nell'ordinanza - non aveva voluto spedirlo presso la Moschea milanese per timore di controlli da parte degli organi di Polizia". Si tratta di quattro poster a colori, ognuno di essi raffigurante effigi di varia natura e scritte in lingua araba. Nel primo documento risultano tracciati due distinti percorsi di vita ultraterrena: in uno viene mostrato il tragitto del buon fedele che giungerà in Paradiso; nell'altro, invece, viene rappresentato il mondo occidentale con le immagini di un'autovettura, di dollari americani e di cibo, e viene illustrato il cammino dei "Kuffar" (degli infedeli), che andranno direttamente all'Inferno. Nel secondo documento sono raffigurate immagini tra cui la morte di un uomo rappresentata dall'esplosione di un'autobomba. Nel terzo e nel quarto manifesto sono riportate alcune notizie sul profeta Muhammad e sui suoi Dieci Compagni a cui, per designazione divina, è stato promesso il Paradiso: "trattasi - scrive il gip - di coloro che lo videro, credettero in lui e morirono musulmani"

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