"Progettavano attentati", tre fermi per terrorismo: nei cellulari le foto degli 'obiettivi sensibili'

Cinque in tutto i destinatari del provvedimento, nell'indagine coordinata dalla Dda di Bari: due soggetti sono ricercati. Secondo gli investigatori, avrebbero 'mappato' i possibili bersagli di azioni terroristiche, a Bari ma anche in altre città italiane ed europee

Uno dei fermati, Hakim Nasiri,, con un M16 - Due dei presunti terroristi nel porto di Bari

Si sarebbero preparati a compiere attentati in Italia e in Gran Bretagna, 'mappando' i possibili obiettivi sensibili, tra cui, a Bari, il porto, l'aeroporto e un centro commerciale. Con questa accusa, tre presunti terroristi sono stati fermati nell'ambito di un'operazione eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros, su disposizione della Dda di Bari. Altre due persone sono ricercate.

I FERMATI - In manette sono finiti due cittadini afghani: il 23enne Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale, domiciliato presso il Cara di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria, e il 29enne Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola, con lo status di protezione umanitaria. Un terzo soggetto, il 24enne pachistano Zulfiqar Amjad, residente a Bari, è stato invece bloccato in mattinata a Milano nei pressi della stazione di Porta Romana. Gli altri due destinatari del fermo sono tuttora ricercati, ma potrebbero aver fatto ritorno in Afghanistan. 

LE INDAGINI - Le indagini sono state avviate dal Nucleo Investigativo e dalla Sezione Anticrimine di Bari il 16 dicembre 2015,  quando una pattuglia della Compagnia di Bari S. Paolo, durante un normale controllo, notò e fermò quattro cittadini afgani (due dei quali muniti di permesso di soggiorno, gli altri richiedenti asilo politico e domiciliati presso il Cara di Bari), mentre erano intenti ad effettuare riprese del centro commerciale di Santa Caterina.

FOTO DEGLI OBIETTIVI E VIDEO INNEGGIANTI ALLA JIHAD NEI CELLULARI - La successiva attività investigativa ha permesso di accertare come uno dei due regolari, un 30enne afgano, fosse un assiduo 'frequentatore' di noto sito web di propaganda jihadista, dal quale scaricava video e proclami inneggianti alla jihad e fotografie raffiguranti un noto capo carismatico talebano, ucciso durante un raid dell’aviazione statunitense, il 13 ottobre 2015. L’altro, invece, un 28enne afgano, aveva effettuato sia il filmato nel centro commerciale barese, sia la ripresa dell’area d’imbarco dell’aeroporto di Palese. Nei cellulari sono state rinvenute anche foto di armi, di forze dell'ordine italiane e statunitensi, e delle città di Londra, Parigi e Romdecaro terrorista-2a (Circo Massimo e Colosseo) e una serie di canti "inneggianti al martirio", considerati parte integrante del processo di addestramento dei terroristi. Materiale, quello recuperato durante le indagini, che per gli investigatori ha rappresentato la prova della volontà, da parte degli indagati, di 'catalogare' obiettivi sensibili da colpire in possibili attentati. Il 23enne afgano sottoposto a fermo è risultato invece in possesso di un’arma d’assalto, un M16, con la quale si era anche fatto immortalare in diverse foto. Lo stesso Hakim Nasiri, durante la cosiddetta Marcia degli Scalzi organizzata il 10 settembre 2015 in solidarietà dei migranti, si fece immortalare con il sindaco Decaro, che ha ricordato l'insistenza con cui il giovane gli chiese più volte il selfie durante il percorso.

IL FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA -  L’inchiesta ha inoltre messo in luce un altro 'filone', relativo all'immigrazione clandestina. Questa parte dell'indagine vede coinvolto l'altro fermato (il 29enne afgano Gulistan Ahmadzai). Oltre alle prove fornite dalle intercettazioni telefoniche, gli investigatori avrebbero recuperato, in un cellulare, una vera e propria 'contabilità' relativa alla tratta di esseri umani. Dietro il pagamento di laute somme di denaro, avrebbe offerto sostegno logistico a immigrati clandestini, con la possibilità di regolarizzare la loro posizione in Europa attraverso documenti contraffatti, e di ottenere luoghi in cui soggiornare e titoli di viaggio aerei per muoversi nel continente. Il 29enne, bloccato ieri, aveva il giorno stesso ricevuto il riconoscimento di rifugiato e aveva manifestato l’intento di recarsi in Calais (Francia), dove secondo gli investigatori aveva stabile dimora e gestiva e i suoi traffici illeciti. 

GLI INQUIRErossi-7NTI: "INDAGINE RAPIDA E DAI RISULTATI IMPORTANTI" - In conferenza stampa, il procuratore capo di Bari Giuseppe Volpe, sottolineando la rapidità dell'attività investigativa, partita a dicembre 2015, ha spiegato come "questa indagine non nasce da un input dei servizi, ma dall'osservazione attenta di personaggi sospetti sul territorio da parte dei carabinieri". "Il fatto che facessero foto perchè erano pronti per fare attentati è un passo ulteriore non dimostrato - ha spiegato il sostituto procuratore della Dda Roberto Rossi - Ma di certo si stavano preparando". "La città di Bari un punto di passaggio molto importante per il terrorismo internazionale", ha aggiunto ancora Rossi sottolineando proprio l'impegno della Procura in questo tipo di indagini. Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Vincenzo Molinese, ha poi spiegato che le indagini andranno avanti per appronfodire anche eventuali 'profili esteri' e collegamenti della presunta cellula terroristica. 

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