Test sierologici per il personale scolastico: se il medico di famiglia non li effettua, se ne farà carico la Asl

L'annuncio dell'azienda sanitaria barese: nel caso in cui il proprio di base non aderisca alla campagna di screening nazionale, il personale docente e non docente potrà rivolgersi alla Asl

"La ASL Bari si farà carico di eseguire il test sierologico al personale docente e non docente il cui medico di medicina generale non abbia aderito alla campagna di screening nazionale. A breve, una volta verificati i dati di adesione degli oltre mille medici di base della provincia di Bari, sarà possibile individuare e comunicare le modalità per poter effettuare il test nei termini previsti dal Ministero della Salute".

L'annuncio dell'azienda sanitaria barese arriva con un post su Fb. Una misura presa per ovviare alle difficoltà segnalate da alcuni insegnanti e operatori della scuola che, volendo sottoporsi al test volontario in vista del ritorno in aula, incontrano tuttavia difficoltà a causa della 'indisponibilità' del proprio medico di base. Segnalazioni veicolate sui social anche all'indirizzo del presidente della Regione, Michele Emiliano: "Come sicuramente Le sarà noto - scrive un'insegnante sulla pagina Fb del governatore uscente - un certo numero di medici di famiglia, tra cui il mio, non aderisce alla iniziativa e si rifiuta di effettuare i test adducendo motivi burocratici e di sicurezza. È un diritto dei medici non aderire, data la volontarietà e, del resto, il test è volontario anche per i docenti. Il problema si pone quando il docente vuole effettuare il test e il medico non vuole effettuarlo: il sistema va in cortocircuito perché la libertà decisionale di uno entra in contrasto con la libertà decisionale dell’altro. Sarebbe stata buona cosa indicare a questi docenti un percorso alternativo, una cosa corretta e lineare, per una volta. È stato fornito un riferimento ai docenti delle scuole private e paritarie, ma ai docenti a tempo indeterminato, che si trovano in questa situazione, nulla di nulla. Telefonate ad uffici ASL dove non risponde nessuno, numeri verdi che ti rimandano ad altri per poi sentirsi dire che l’unica soluzione è fare il test in uno studio privato a pagamento". 

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Difficoltà che dunque dovrebbero essere superate con l'intervento della Asl: "A breve - annunciano sempre dalla pagina Fb della Asl - saranno definite e comunicate le modalità organizzative rispettando i termini previsti dal Ministero della Salute".

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