Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Toritto

Accusato di ingiuria e molestie nei confronti di una collega: prosciolto carabiniere

Dopo tre anni si è conclusa la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un militare all'epoca dei fatto in servizio a Toritto

La sua vicenda giudiziaria era cominciata tre anni fa, con l'accusa, davanti al Tribunale militare penale di Napoli, di ingiuria aggravata a danno di una subordinata. Si è conclusa ne giorni scorsi, con il proscioglimento per insussistenza del fatto da parte del gip del Tribunale ordinario di Bari.

Il caso riguarda un maresciallo dei carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio presso il comando stazione carabinieri di Toritto. Inizialmente, il militare era stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale militare penale di Napoli (competente per tutto il Sud Italia) con l'accusa di aver adoperato espressioni offensive del decoro e dell'onore di una giovane carabiniera in servizio nel medesimo reparto (la quale tuttavia non avrebbe mai sporto alcuna denuncia contro il proprio superiore). 

Al termine del processo, il Tribunale militare, accogliendo la richiesta della difesa del carabiniere, rappresentata dall'avvocato Antonio La Scala, aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, trasmettendo gli atti alla Procura ordinaria di Bari, ritenendo non ravvisabili gli estremi dell'ingiuria militare ma di molestia. In particolare, condividendo la linea difensiva prospettata dall'avvocato La Scala, il Tribunale avrebbe riconosciuto che l'ingiuria si differenzia dalla molestia per gli effetti psichici che produce sulla vittima e che nessuna delle espressioni che sarebbero state attribuite al maresciallo possedessero le caratteristiche tipiche della condotta ingiuriosa.

Al termine delle indagini condotte rispetto al reato di molestie, la Procura ha chiesto per il carabiniere l'archiviazione per insussistenza del fatto: richiesta poi accolta dal gip presso il Tribunale.

Si è chiusa così dopo tre anni una vicenda giudiziaria che ha visto il maresciallo, evidenzia il suo legale, "subire conseguenze negative sotto il profilo dell'immagine, della carriera (bloccata da tre anni) e dell'onore senza aver commesso alcun reato, così come accertato dalle diverse autorità giudiziarie attivate, nonostante la presunta vittima non  abbia mai fatto alcuna denuncia nei confronti del medesimo sottufficiale".

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