Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Polignano a Mare

Contrabbando di sigarette dall'Est Europa e traffico di droga, sgominata banda nel Barese: otto arresti

A Polignano la 'centrale operativa' del gruppo che riforniva le piazze del Sud Barese. Per il trasporto dei tabacchi e dello stupefacente dall'estero venivano utilizzati camion con carichi di copertura come prodotti alimentari, fertilizzanti o pellet

Dal contrabbando di tabacchi lavorati esteri dalll'Est Europa al traffico di droga, in prevalenza marijuana e hashish, ma anche cocaina ed eroina. Erano questi gli affari illeciti del gruppo sgominato oggi dalla guardia di finanza di Bari nell'ambito dell'operazione 'Phoenix' coordinata dalla Dda. Oltre 70 militari del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari impegnati nell'esecuzione, in Puglia e Lombardia, di un’ordinanza di misure cautelari personali a carico di otto soggetti, emessa dal gip del Tribunale di Bari.

Otto arrestati e 23 indagati

In manette sono finite otto persone: quattro in carcere e quattro ai domiciliari. A capo del gruppo, secondo quanto accertato dagli investigatori, un 59enne di Polignano (già ai domiciliari). 23 in tutto gli indagati, a vario titolo, per i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope, contrabbando aggravato di tabacchi lavorati esteri nonchè detenzione e porto illecito di arma da fuoco. 

LE INTERCETTAZIONI E IL LINGUAGGIO IN CODICE DELLA BANDA

Le indagini sul gruppo criminale e i sequestri

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, svolta dai militari coordinati dal colonnello Massimiliano Tibollo, condotta attraverso l’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, dai tabulati telefonici, dalle registrazioni video, dalle georeferenziazioni satellitari GPS, nonché dall’attività di osservazione, controllo e pedinamento - che ha consentito di disvelare l’esistenza di un gruppo criminale, attivo principalmente a Polignano a Mare, dedito alla commissione di plurimi atti criminosi in materia di stupefacenti (marijuana, hashish, eroina) e di contrabbando di tabacchi lavorati esteri provenienti dall’Est Europa. In particolare, le indagini sono partite focalizzando l'attenzione su un nucleo familiare polignanese (al quale appartengono tre degli indagati, tra cui il presunto capo), per poi ricostruire i canali di approvvigionamento, disvelando così gli 'affari' internazionali del gruppo. Numerosi sono stati i riscontri operativi eseguiti durante le investigazioni dal Gico di Bari, che hanno permesso di sottoporre a sequestro oltre 1 tonnellata di sostanza stupefacente (hashish, marijuana, eroina), 2,2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, 30.000 euro in contanti, 2 autoarticolati e tre autoveicoli, con la conseguente denuncia all'Autorità giudiziaria di 11 soggetti, di cui 6 tratti in arresto in flagranza di reato.

La 'centrale operativa' a Polignano e le piazze del Sud Barese: i traffici e i carichi di copertura

La compravendita di sostanze stupefacenti e delle sigarette di contrabbando, hanno ricostruito gli investigatori, era gestita principalmente dal 59enne residente a Polignano a Mare, con numerosi precedenti anche specifici, il cui monitoraggio investigativo ha consentito di individuare i principali canali, anche internazionali, di approvvigionamento del gruppo criminale. Per quanto riguarda la droga, l'hashish proveniva prevalentemente dalla Spagna - nascosta a bordo di autoarticolati con carichi di copertura - mentre per cocaina e marijuana il gruppo avrebbe avuto contatti con personaggi della criminalità barese. La droga, attraverso una rete di pusher, veniva poi smistata sulle piazze del Sud Barese (Polignano, Monopoli, Conversano). La 'consegna' dello stupefacente agli spacciatori avveniva, secondo quanto rilevato dalle indagini, con uno 'stratagemma': la droga veniva posizionata in una parete esterna dell'abitazione del principale indagato, da cui poteva poi essere prelevata. Diverse le tipologie di sostanze stupefacenti “trattate” dal gruppo criminale: dalla marijuana denominata “Amnesia” (miscelata con metadone e/o eroina e così denominata perché responsabile di momentanee perdite di memoria), all’hashish (nella forma di panetti ed ovuli) denominato “Mercedes” o “Toyota”. Invece, le sigarette commercializzate illecitamente dal gruppo criminale rientravano nella categoria delle cosiddette “cheap white”, ovvero si trattava di tabacchi originali recanti marchi registrati nei rispettivi Paesi di produzione (Russia, Emirati Arabi Uniti, Cina e Ucraina), che non possono, tuttavia, essere venduti in Italia o all’interno dell’Unione Europea, in quanto non conformi ai parametri minimi di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria. Diversi sono stati gli espedienti - come emerso dalle indagini - cui hanno fatto ricorso gli indagati per occultare la presenza delle sostanze stupefacenti e delle sigarette di contrabbando: ad esempio, in un caso, per occultare lo stupefacente proveniente dalla Spagna è stato impiegato un carico di copertura di “composta di frutta”, in un altro episodio contenitori di fertilizzante, mentre le sigarette di contrabbando sono state trasportate dall’Est Europa celate da un consistente quantitativo di pellet per caldaie (poi devoluto in beneficenza, mentre tre automezzi sequestrati sono stati assegnati alla Croce Rossa Italiana). Le investigazioni hanno, in più, fatto emergere come gli indagati prediligessero intrattenere contatti tra di loro, nonché con terzi fornitori o clienti, soprattutto attraverso incontri diretti e solo in pochi casi mediante l’uso di utenze telefoniche “dedicate” e applicazioni di messaggistica istantanea. 
 

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