Cronaca

Traffico di droga tra Italia e Spagna: otto condanne

Chiuso il processo con rito abbreviato nei confronti di otto presunti componenti di un'associazione per delinquere operante nel 2009 tra Spagna, Campania e Puglia

Il gup del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, ha condannato a pene comprese tra 18 anni e 8 mesi e 5 anni di reclusione, otto presunti componenti di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante - secondo l'accusa - nel 2009 tra Spagna, Campania e Puglia.
Assolto "per non aver commesso il fatto" con formula 'dubitativa' il boss di Toritto (Bari) Cosimo Zonno. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.

La condanna alla pena più alta, a 18 anni e 8 mesi di reclusione, è stata inflitta al pregiudicato barese Michele Mallardi, ritenuto affiliato al clan Capriati del Borgo Antico. Condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione per il napoletano Alfonso Mazzarella, ritenuto il referente del gruppo criminale in Campania. I pregiudicati Patrizio Fiume e Emilio Fabio Anastasia sono stati condannati a 10 anni e 6 mesi di reclusione. Inflitti 7 anni e 2 mesi al pregiudicato Vito Carbonara. Per Claudio Lubisco e Vincenzo Zonno (figlio del boss Cosimo), condanne a 7 anni. Infine, a 5 anni di reclusione è stato condannato Massimiliano Volpicelli, l'unico a cui la procura antimafia non contesta l'associazione per delinquere. Agli imputati Mallardi, Mazzarella e Fiume, il gup ha riconosciuto l'aggravante del traffico internazionale di droga. Il giudice ha, inoltre, ratificato 4 patteggiamenti a pene comprese tra 1 anno e 8 mesi e 3 anni e 4 mesi di reclusione per spaccio di droga nei confronti di Gaetano Barnabà, Calogero Cancilla, Ivan Romita e la collaboratrice di giustizia Valentina Passaquindici.

Gli imputati furono arrestati nel dicembre 2011 nel blitz della Guardia di Finanza chiamato 'Fredom'. Secondo le indagini l'hascisc, reperito in Spagna attraverso una base operativa capeggiata da Pasquale Mazzarella (nei confronti del quale il giudice ha disposto la restituzioni degli atti alla Procura per una riqualificazione dei reati), era trasportato sulle coste a Sud della penisola iberica da scafisti provenienti dal nord Africa. Da qui raggiungeva il nostro Paese nascosto su tir adibiti al trasporto di merci. Una volta giunto in Italia, lo stupefacente veniva gestito da Alfonso Mazzarella e Fiume a Napoli, che, a loro volta, si occupavano di rifornire gli acquirenti baresi. Il narcotico veniva quindi venduto da Angela Raggi (altra collaboratrice di giustizia a processo con rito ordinario) e da Mallardi, che agiva come mediatore, ai referenti di altri clan locali, Zonno sul territorio di Toritto e Romita nei quartieri San Pasquale e Madonnella di Bari. Agli altri imputati il compito, secondo l'accusa, di trasportare, custodire e spacciare la droga al dettaglio. (Ansa)

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