Cocaina a 80 euro a dose, armi e affari con le auto rubate: sgominata banda, sei arresti a Castellana

L'operazione dei carabinieri: cinque persone sono finite in carcere, una ai domiciliari. Al sodalizio, dedito al traffico di droga e allo spaccio, è contestato anche il possesso di armi, detenute come "deterrenti" nei confronti dei gruppi rivali

Dal traffico di droga - prevalentemente cocaina, che veniva immessa sul mercato al prezzo fisso di 80 euro a dose - alla detenzione di armi, usate come "deterrente" nei confronti di altri gruppi rivali, passando attraverso gli affari nell'ambito della ricettazione di auto rubate. Erano queste, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le attività 'privilegiate' della banda sgominata oggi a Castellana nell'ambito dell'operazione 'Eclissi'.  Sei le persone in tutto arrestate dai carabinieri della Compagnia di Monopoli, 5 in carcere e 1 agli arresti domiciliari. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita da 50 militari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili e dallo Squadrone eliportato Cacciatori Puglia, nei territori di Castellana Grotte, Trani ed in provincia di Livorno. Le accuse sono di associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, ricettazione e resistenza a p.u.. Durante le attività investigative i carabinieri hanno arrestato in flagranza 2 soggetti, sequestrato armi, munizioni, 465 gr. di cocaina, 120.000,00, nonché rinvenuto un deposito di auto rubate. 

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Le indagini: i vertici, i canali di approvvigionamento, lo spaccio

L’operazione è il risultato di un’indagine avviata nel 2018 dalla Stazione Carabinieri di Castellana Grotte, sviluppata mediante attività tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali e telecamere) e dinamiche (servizi di pedinamento, perquisizioni e sequestri), corroborate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che hanno consentito di documentare l’operatività di un’associazione criminale che gestiva la piazza di spaccio di Castellana Grotte, mediante l’acquisto di ingenti partite di cocaina che venivano immesse sul mercato al prezzo fisso di 80 euro a dose. A capo del sodalizio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 41enne Franco Pirrelli, che ripartiva i compiti fra i sodali, stabiliva l’ammontare degli stipendi e individuava le basi operative del gruppo in cui sono state rinvenute armi, droga e denaro, continuando ad esercitare la sua leadership anche nei periodi di carcerazione tramite ordini veicolati ai familiari. In particolare, a fare da 'portavoce' sarebbe stata la moglie, la 40enne Barbara Palmisano, che si sarebbe occupata anche di risolvere le 'problematiche gestionali' fra i sodali. Il canale di approvvigionamento era rappresentato - secondo quanto emerso dalle indagini - Marco Pesce, 49 anni, ritenuto elemento di spicco della criminalità di Putignano, che avrebbe rifornito l’organizzazione con partite di cocaina da un chilo, dal valore di euro 40mila euro, le quali, una volte tagliate ed immesse nel mercato, potevano fruttare fino a centomila euro. Quest’ultimo, tra l’altro,avrebbe versato al Pirrelli una quota mensile di seimila euro quale provento dell’illecita attività. 

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Le armi e la ricettazione di auto rubate

Nel corso delle indagini è stata documentata anche la notevole disponibilità di armi e munizioni, che il gruppo deteneva "quale strumenti deterrenti nei confronti di altri sodalizi rivali": nel corso di diversi interventi, i carabinieri hanno sequestrato una pistola mitragliatrice mod. skorpion cal 7,65, una pistola beretta mod. 81 cal. 7,65 e una pistola marca browning cal. 6,35, nonché 150 cartucce vario calibro. Le armi e lo stupefacente venivano occultati all’interno di involucri interrati oppure nascosti nei muretti a secco siti lungo la pubblica via. Fra i traffici illeciti del gruppo contestati al gruppo anche quello della ricettazione di autoveicoli rubati: nel corso delle attività i militari hanno scoperto un deposito nel quale erano occultati targhe di auto e componenti meccaniche di varie marche (fiat, mini cooper, volkswagen e lancia) per un valore di euro 40mila circa, nonché l’acquisto di una Alfa Romeo Giulietta provento di furto, mentre in una circostanza, intercettati a bordo di veicolo rubato, non rispettavano l’alt e si davano alla fuga, ingaggiando un inseguimento con i militari dell’Arma e commentando, divertiti, come il crimine per loro rappresentasse un gioco.

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