Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Traffico di droga Albania-Puglia, catturato latitante: era ricercato dopo il maxi blitz della Dia

Sfuggito alla cattura lo scorso 30 giugno, il 36enne albanese si nascondeva in un rifugio di fortuna lungo il fiume Agri: a scovarlo i carabinieri supportati dallo Squadrone Cacciatori 'Puglia': altre due persone sono state arrestate per favoreggiamento

Lo scorso 30 giugno era riuscito a sottrarsi all'arresto nell'ambito del maxi blitz della Dia che ha smantellato una rete internazionale dedita al traffico di droga tra Albania e Puglia. La fuga del latitante, un 36enne albanese, ha avuto però breve durata: gli uomini della Dia, insieme ai carabinieri di Policoro (Matera) e al personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Puglia”, lo hanno catturato alle prime luci dell’alba.

Il cittadino albanese si era reso irreperibile allontanandosi dalla propria abitazione di Policoro ed aveva trovato riparo all’interno di un rifugio di fortuna lungo l’argine del fiume Agri, nascosto nella vegetazione, in una zona molto impervia dell’entroterra lucano. Qui i Carabinieri dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, indirizzati e supportati dagli investigatori della D.I.A. di Bari e dai Carabinieri di Policoro, lo hanno scovato ed arrestato. 

Nello stesso contesto sono stati tratti in arresto in flagranza del reato di favoreggiamento personale altri due cittadini abanesi, di 30 e 23 anni, entrambi incensurati, da tempo regolarmente residenti in provincia di Matera, responsabili di aver agevolato il connazionale fornendogli viveri di conforto e supporto logistico.

L’esecuzione dell’importante operazione internazionale della D.I.A. in Albania ed in Italia era stata possibile anche grazie alla Squadra Investigativa Comune, organismo di cooperazione giudiziaria, istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, Interpol ed Eurojust (Agenzia dell’UE - con sede all’Aja - che sostiene la cooperazione giudiziaria nella lotta contro le forme gravi di criminalità transnazionale).

Al termine delle operazioni, il 36enne è stato condotto in carcere a Matera a disposizione dell’A.G. barese, mentrei due connazionali sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari come disposto dalla Procura della Repubblica di Matera.

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