Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Trapianto di rene tra coniugi, al Policlinico la prima operazione in "3D"

Il trapianto è stato eseguito dall'equipe del prof. Michele Battaglia utilizzando una nuova tecnica laparoscopica tridimensionale che garantisce al paziente tempi di degenza più brevi e una minima presenza di cicatrici

Un trapianto di rene da vivente tra coniugi, eseguito con una tecnica laparoscopica tridimensionale: per la prima volta l'operazione è stata effettuata oggi nel Policlinico di Bari dall'equipe del prof. Michele Battaglia, direttore della U.O.C. di Urologia e Trapianto di Rene. Si tratta di una tecnica che permette di assicurare sia al donatore che al ricevente un periodo di degenza più breve e una presenza minima di cicatrici.

L'INTERVENTO - Il prelievo dell'organo e' stato eseguito attraverso un'incisione trasversale di soli 5 centimetri, praticata all'altezza del pube, mentre gli strumenti operatori e di ripresa televisiva sono stati introdotti attraverso tre minincisioni di appena un cm. L'innovativa tecnica di ripresa in 3D ad alta definizione, ha permesso di ottenere la massima precisione e rapidita' durante tutte le fasi al tavolo operatorio, dove Battaglia si e' avvalso della collaborazione dei chirurghi Pasquale Ditonno, Vito Ricapito, Silvano Palazzo e degli anestesisti Elena D'Orazio e Mariateresa Loiacono delle U.O.C. di Anestesia e Rianimazione dirette dai professori Tommaso Fiore e Francesco Bruno.

I PAZIENTI - Entrambi i coniugi (la donatrice del rene è la donna) hanno un'eta' di circa 50 anni e vivono in provincia di Bari. La loro preparazione e' stata curata dall'equipe della U.O.C. di Nefrologia Medica diretta dal prof. Loreto Gesualdo, che si avvale della collaborazione del dott. Antonio Schena.
 
I TRAPIANTI - Dalla data del primo trapianto di rene da donatore vivente (ottobre 1973) eseguito a Bari dal prof. Giuseppe Marinaccio e dal maestro della scuola urologica barese prof. Francesco Paolo Selvaggi, sono stati eseguiti circa 1300 trapianti, di cui circa 170 da donatore vivente. Questi sono stati effettuati, prevalentemente, tra consanguinei. Quest'anno, dei 21 trapianti eseguiti, i due da donatore vivente sono stai realizzati tra compatibili non consanguinei. In entrambi i casi si e' trattato di donazione della moglie al marito. Questa della donazione fra "compatibili" e' una pratica che si sta sempre piu' affermando in tutto il mondo, favorita dalla mininvasivita' del prelievo, oltre che dalla sicurezza e dagli ottimi risultati conseguiti, in termini di sopravvivenza dell'organo e del paziente (rispettivamente del 98% e del 100% a 10 anni).

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