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In coma dopo parto, Tribunale assolve ex primario anestesista della clinica Madonnina

Nicola Ceglie è stato prosciolto dalle accuse di lesioni colpose gravissime nel procedimento penale riguardante una donna in coma dal 2010. La giudice: "ha fatto il possibile per salvarla"

Il Tribunale di Bari ha assolto con formula piena l'anesestista Nicola Ceglie, già primario nella clinica Madonnina di Bari, imputato per lesioni colpose gravissime nel processo riguardante la storia di Lucrezia Monno, in coma dal 31 ottobre 2010 dopo aver partorito. Ceglie è stato prosciolto "per non aver commesso il fatto". La donna è attualmente ricoverata in un centro a Mola. Nel corso del procedimento è emerso che Ceglie fece tutto il possibile per salvarla, colpita da una forte emorragia e un arresto cardiaco, con conseguenti e irreversibili danni celebrali. L'intervento di Ceglie, secondo il giudice monocratico Marina Chiddo, è avvenuto quando ormai era troppo tardi. Nell'ambito dello stesso procedimento, invece, l'anestesista della Madonnina, Maria Stefania Motolese, aveva patteggiato, due anni fa, una pena a 6 mesi di reclusione. La donna aveva per prima curato la donna in seguito alle complicazioni del parto.

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