Presunto terrorista di Turi sotto sorveglianza speciale: "Ora seguirà un percorso riabilitativo"

Ieri la Digos ha eseguito il provvedimento nei confronti di Alfredo Santamato. Il Tribunale: "Attraverso la rete, ha stretto amicizia con persone che praticano l'apologia di terrorismo o sono essi stessi jihaidisti"

Alfredo Santamato (Fonte Facebook)

Confermata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per Alfredo Santamato, l'autotrasportatore 40enne di Turi indagato per terrorismo. Nella giornata di ieri la Digos ha attuato il provvedimento disposto dal Tribunale penale di Bari.

I giudici, riuniti in Camera di Consiglio, hanno infatti rilevato che "il Santamato sia da ritenersi soggetto socialmente pericoloso - si legge nei documenti -, in quanto rientrante tra coloro che operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori obiettivamente rilevanti, diretti alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di una organizzazione che persegue le finalità terroristiche”.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l'uomo avrebbe stretto amicizia su internet con persone che praticano l’apologia di terrorismo o sono essi stessi jihaidisti. Inoltre avrebbe condiviso sui social una serie di messaggi, giudicati dai giudici “farneticanti e integralisti, che esaltano la lotta contro il nemico e giustificano gli sgozzamenti”.  Il provvedimento era stato già applicato negli scorsi giorni in via provvisoria e d’urgenza, contestualmente al ritiro del passaporto e la sospensione di ogni altro documento equipollente valido per l’espatrio

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Il percorso riabilitativo - Il Tribunale di Bari, presieduto dalla Francesca La Malfa, ha previsto che il 40enne venga sottoposto ad un percorso di recupero socio-giuridico-culturale, anche con l’intervento di figure esperte nella mediazione culturale e con il coinvolgimento dei docenti del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università, già impegnata nella definizione di programmi di studio sul tema del rapporti tra Stato e religioni.

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