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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Triggiano / Via Giovanni Casalino

Triggiano, la nuova vita del Caffè Royal: rinasce il bar dato alle fiamme

Poco più di un anno fa due attentati incendiari distrussero il bar di via Casalino. Ma Francesco e la sua famiglia non si sono arresi, e oggi hanno finalmente riaperto la caffetteria: in ricordo di 'papà Onofrio', e nel segno della legalità

Non sta fermo un attimo, Francesco. Si muove veloce per il locale, dà le ultime indicazioni al suo staff: oggi il suo 'Gran Caffè Royal' riapre al pubblico, e tutto dev'essere perfetto. La tensione è tanta, ma anche la gioia: quella di vedere finalmente rinascere la sua caffetteria, l'attività ereditata da suo padre Onofrio, distrutta poco più di un anno fa da due attentati incendiari, i cui responsabili restano ancora ignoti.

Non è stato semplice ricominciare da zero, non cedere all'intimidazione di chi avrebbe voluto forse vedere quel bar chiuso per sempre. Ma Francesco e la sua famiglia hanno trovato il coraggio di andare avanti. Un percorso, racconta, "costato tanti sacrifici", e di certo non facile. "Abbiamo trovato tanti burroni, tante porte che si aprivano ma anche tante altre che si chiudevano". Difficoltà e ostacoli da superare, ma anche segnali di solidarietà e sostegno, come quelli ricevuti dai suoi stessi concittadini. "Ci sono stati vicini, e continuano ad esserlo. Questa è una cosa positiva, vuol dire che la gente vuole il cambiamento, e lo sostiene".

E poi c'è stata la presenza dell'associazione antimafie Libera, fondamentale, dice Francesco. Perchè la rinascita della sua caffetteria si è trasformata anche in un percorso particolare di 20160518_162211-2impegno per la legalità. "L'idea - spiega - è quella di sviluppare all'interno di questo locale la cultura della legalità, per fare in modo che soprattutto i ragazzi possano avvicinarsi a certi temi, perchè alla base della legalità c'è lo studio e la cultura. A partire da settembre organizzeremo una serie di incontri tematici". Ad ospitarli sarà la saletta interna della caffetteria, allestita richiamando sulle pareti le parole di chi ha lottato in prima linea contro le mafie e il malaffare: Giovanni Falcone, Peppino Impastato, Don Pino Puglisi, don Giuseppe Diana.

Ad affiancare Francesco, nell'attività ci sarà sua moglie Cristina, che curerà la pasticceria, "attività principe" del rinato Caffè Royal, e sette dipendenti. Ma soprattutto, a 'sovrintendere' alle attività ci sarà lui, papà Onofrio. A lui, che non ha retto al dolore di vedere distrutto il bar al quale aveva dedicato tutto la sua vita, Francesco ha riservato un posto speciale. Una grande fotografia, che lo ritrae sorridente, campeggia proprio dietro al bancone, di fronte all'ingresso. Sotto l'immagine, una frase forte, diretta: "Quando spegnete il sorriso di una persona... ricordate di vergognarvi". "E' una frase che ho voluto appositamente - racconta Francesco - perchè deve lasciare il segno a chiunque entri". Magari soprattutto a chi quel bar ha cercato di distruggerlo, e che - chissà - un giorno potrebbe entrarci.

"Tutto è stato realizzato in suo merito e in onore - dice Francesco riferendosi al padre - Lui ha creato in me quello che sono, mi ha dato la strada, mi ha dato il lavoro, tutto". "Sono sicuro che oggi per lui oggi sarebbe stata una gioia immensa. Avere qui tanta gente, vedere tanta gente, sarebbe stata per lui la cosa più bella".

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