Cronaca Triggiano / Via Giovanni Casalino

Triggiano, attentati incendiari al Caffè Royal. Il titolare: "Tanta rabbia, ma non mi arrendo"

Il bar di via Casalino completamente devastato da due diversi incendi a distanza di pochi giorni. Sugli episodi indagano i carabinieri, ma Francesco Lorusso lancia il suo messaggio: "Hanno distrutto vent'anni di sacrifici, ma io non mi fermerò"

Due incendi nel giro di dieci giorni hanno completamente devastato il suo bar. Chi ha appiccato il fuoco, per due  volte di seguito, nel cuore della notte, lo ha fatto con il preciso intento di distruggere l'attività. Francesco Lorusso, titolare del 'Gran Caffè Royal' di Triggiano, è sconvolto e amareggiato per l'accaduto, ma non vuole arrendersi.

Non sa chi possa aver voluto distruggere il frutto di venti anni di lavoro, il bar di famiglia ereditato dai suoi genitori, in cui proprio all'inizio di marzo aveva realizzato anche dei lavori di ristrutturazione, ammodernando il laboratorio. Mai  ricevuto minacce, mai richieste di alcun genere, né prima né dopo l'incendio. Lo ha raccontato anche ai carabinieri della Compagnia di Triggiano, che adesso indagano per risalire ai responsabili degli attentati. Quello che è certo è  che Francesco non vuole tacere, vuole raccontare quello che è accaduto.

"Non mai ricevuto richieste dal racket, non ho mai avuto a che fare con usurai - ribadisce Francesco - Non mi so dare una spiegazione per quello che è successo, ma bisogna parlarne, non bisogna fermarsi". "Con i carabinieri - aggiunge - siamo in contatto continuo, non mi stanno lasciando solo in questo momento".

E' la notte del 16 marzo quando il primo rogo danneggia gravemente il laboratorio appena ristrutturato. Qualcuno  appicca il fuoco da una finestra. I danni sono ingenti, ma nonostante tutto Francesco vuole rimboccarsi le maniche e ripartire. Ma non ha neppure il tempo di riaprire il locale, che arriva il secondo attentato. E' la notte del 27 marzo. Gli attentatori scardinano la saracinesca, entrano e cospargono di liquido infiammabile il pavimento del bar. Le fiamme devastano tutto. Impossibile, questa volta, pensare di poter ripartire in tempi brevi. E così, Francesco, 42 anni, padre di tre bambini, resta senza il suo lavoro, così come i suoi tre dipendenti.

Mentre le indagini dei carabinieri proseguono e il bar resta chiuso, rimane l'amarezza, tanta, per un gesto "fatto per distruggermi", e la preoccupazione per il futuro. Ma allo stesso modo Francesco ha la ferma volontà di non arrendersi, forte anche della solidarietà dimostrata da tanti amici e concittadini, che conoscono bene quella famiglia di lavoratori, proprietaria da cinquant'anni di quel bar in via Casalino. "Sono state tantissime - racconta - le persone che in questi giorni si sono avvicinate a me, offrendomi aiuto, tutti. Veramente questo mi ha risollevato moltissimo". Un sostegno che, forse, lo ha spronato ancora di più a raccontare la sua storia. "Parlo di quello che è successo - dice - perchè non bisogna piegarsi a determinate situazioni. Bisogna reagire, voglio far capire che io non ho paura. Ecco, questo è tutto. E per questo è giusto parlarne".

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