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Triggiano, si toglie la vita Onofrio Lorusso. A marzo l'incendio del suo 'Caffè Royal'

Un mese fa il bar di famiglia ora gestito dal figlio Francesco era stato completamente devastato da due roghi. Una vita di sacrifici distrutta, un dolore che potrebbe aver spinto l'anziano capofamiglia all'estremo gesto

Un mese fa il suo bar, l'attività di famiglia fondata con tanti sacrifici e poi lasciata in eredità al figlio Francesco, era stato completamente distrutta dalle fiamme. Due incendi, a distanza di due settimane, i cui autori restano ancora ignoti, avevano devastato e reso inagibile il Gran Caffè Royal, a Triggiano.

Due giorni fa, nella notte tra venerdì e sabato, Onofrio Lorusso, che negli anni Cinquanta aveva avviato quel bar in via Casalino, poi diventato una delle attività storiche del paese, si è tolto la vita. Nessun biglietto, nessuna spiegazione sul suo gesto estremo. Al momento non ci sono prove certe di un collegamento tra il suicidio e il duplice rogo, su cui indagano i carabinieri della Compagnia di Triggiano. Di certo, la tragedia del bar aveva segnato tutta la famiglia. Una rabbia e un dolore profondissimi, che Francesco Lorusso, figlio di Onofrio e attuale gestore del bar, aveva raccontato anche a Bari Today.

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