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Triggiano, rapinano rosticceria armati di fucile e pistola: presi due giovanissimi

Il colpo lo scorso 18 ottobre: due dei quattro componenti della banda, un 17enne e un 19enne, traditi dalla ricevuta di una ricarica "paypal" e alcune chiavi

Incastrati dalla ricevuta di una ricarica “paypal” e da alcuni mazzi di chiavi contenuti in due borsoni, abbandonati durante la fuga dopo la rapina, e rinvenuti dai carabinieri.

Sono finiti in manette così due giovanissimi, un 19enne e un 17enne, componenti di una banda che lo scorso 18 ottobre assaltò una rosticceria di Triggiano. Per entrambi le accuse sono di concorso in rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione.

Quella sera in quattro, con i volti coperti da maschere di  carnevale e armati con un fucile a canne mozze, una pistola, un coltello e un cacciavite, fecero irruzione nel locale intimando al titolare di consegnare il denaro contenuto nella cassa.Si impossessarono di 500 euro e fuggirono verso una strada chiusa, scavalcando un muretto a secco oltre il quale vi sono campi incolti.

GUARDA IL VIDEO: L'ASSALTO ALLA ROSTICCERIA

I carabinieri, intervenuti sul posto, riuscirono a recuperare nei campi il cellulare sottratto alla vittima, accanto al quale vi erano due borsoni contenenti alcuni indumenti, le chiavi di alcune abitazioni, un revolver a giocattolo privo del tappo rosso, un cacciavite ed uno scontrino di ricarica “paypal”.

Di lì sono partite le indagini che, grazie anche alle immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza della rosticceria, hanno in un primo momento consentito di giungere al 19enne, colui che avrebbe materialmente effettuato la ricarica “paypal” poche ore prima della rapina in una ricevitoria sempre di Triggiano. Nella sua abitazione i militari lo scorso 22 ottobre hanno eseguito una perquisizione trovando indumenti utilizzati nel corso della rapina ed una pistola modificata  che consentì di trarlo in arresto in flagranza di reato, per detenzione illegale di armi. Successivamente i militari sono riusciti ad identificare anche il minore, nella cui abitazione sono stati rinvenuti indumenti riconducibili a quelli utilizzati da uno dei rapinatori per commettere il “colpo”. Non solo, ma alcune delle chiavi rinvenute dai carabinieri nei borsoni aprivano le porte della sua abitazione, accendevano il suo motorino e disattivavano l’antifurto dello stesso.

Il minore si trova ora presso l’Istituto Penitenziario Minorile del capoluogo pugliese mentre il maggiorenne è agli arresti domiciliari.

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