Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Falsi incidenti stradali per intascare rimborsi: a processo anche medici e avvocati

42 in tutto le persone rinviate a giudizio. Secondo l'accusa avrebbero inscenato decine di falsi sinistri per truffare le compagnie assicurative. Ciascuno dei partecipanti alla truffa arrivava a guadagnare fino a 500 euro

Avevano messo in piedi un sistema ben rodato per inscenare falsi incidenti stradale e truffare le compagnie assicurative, ottenendo rimborsi non dovuti. Con questa accusa il gup del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha rinviato oggi a giudizio 42 persone, tra cui anche medici, infermieri e avvocati.

Secondo l'accusa, a redigere, o far redigere, falsi referti di pronto soccorso con patologie inesistenti erano un medico e un infermiere professionale all'epoca in servizio presso il pronto soccorso di Gravina. Dell'organizzazione facevano poi parte due avvocati e un praticante avvocato  che si occupavano di procacciare persone in precarie condizioni economiche e di istruire le pratiche legali dei falsi incidenti; tra i partecipanti alla truffa anche tre ortopedici e un odontoiatra, che avrebbero compilato, in qualità di esperti privati, false consulenze mediche avallando i già falsi certificati ospedalieri.

Altri 33 imputati, conducenti e presunti falsi infortunati, sono accusati di truffa. In alcuni casi l'infermiere imputato forniva una sorta di servizio 'taxi', andando a prendere il falso ferito direttamente a casa e lo accompagnava all'ospedale con la propria auto. La documentazione, poi, veniva consegnata al legale che avviava la pratica risarcitoria nei confronti delle assicurazioni. Dopo alcuni mesi i falsi conducenti e infortunati venivano contatti per ritirare il compenso stabilito.

Dagli accertamenti dei Carabinieri, coordinati dal pm della Procura di Bari Francesco Bretone, è emerso che ciascuno dei partecipanti alla truffa guadagnava fino a 500 euro per ogni incidente. Nel novembre 2010 l'indagine ha portato all'arresto di tre persone. Il processo inizierà il 4 luglio davanti ai giudici della seconda sezione del Tribunale di Bari.

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