Cronaca

Falsi incidenti per ottenere rimborsi, arrestate tre persone

In manette un consulente legale barese e il titolare di un'agenzia di infortunistica stradale con sede a Valenzano, insieme ad un terzo complice. I tre simulavano falsi incidenti stradali o alteravano le dinamiche di quelli realmente accaduto per gonfiare l'importo dei risacimenti chiesti alle compagnie di assicurazione

Associazione per delinquere finalizzata alla truffa delle compagnie delle assicurative attraverso la produzione di documenti falsi: con questa accusa la Guardia di Finanza di Bari ha arrestato stamattina tre persone. A finire in manette nell'operazione denominata "Lawyer's car", una donna di 37 anni, L.L., consulente legale, il suo ex marito, A.T. 38 anni,  e il 54enne P.F., titolare di un'agenzia di infortunistica stradale a Valenzano, al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari.

L'accusa per i tre è quella di aver simulato falsi incidenti o di aver alterato le dinamiche di sinistri stradali realmente accaduti, gonfiando i danni subiti da cose e persone coinvolte per ottenere maggiori rimborsi dalle compagnie di assicurazione.

IL MECCANISMO DELLA TRUFFA - A tal fine i tre arrestati avevano messo a punto un meccanismo ben collaudato, che prevedeva azioni prestabilite da seguire per agevolare la buona riuscita della truffa. In primo luogo,in caso di incidente, non
veniva mai richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, in modo poterne modificare la dinamica, i danni e le persone coinvolte e ferite. Con l'aiuto di medici compiacenti venivano poi prodotti dei referti che attestassero le lesioni (fasulle), riportate dai soggetti coinvolti. Infine le richieste di risarcimento venivano inoltrate dall'avvocato L.L., la quale spesso si avvaleva di falsi testimoni allegando alle denunce documenti di identità di persone ignare dei fatti, di cui l'avvocato si trovava in possesso per altri incarichi ricevuti.

IL DANNO ALLE COMPAGNIE - Stando al numero di falsi sinistri finora verificato dalle Fiamme Gialle, i danni subiti dalle compagnie assicurative per la truffa ammonta  a più di 220mila euro. Il danno reale, tuttavia, come sottolinea la Guardia di Finanza, è maggiore poichè di fronte ad una richiesta vertiginosa dei risarcimenti (frutto anche delle numerose truffe che si verificano soprattutto nelle regioni meridionali), le compagnie sono costrette ad innalzare le tariffe delle polizze RC auto.

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