Cronaca

Finti capi di abbigliamento "made in Italy", la truffa denunciata da Striscia la Notizia

Con pochi centesimi in più sull'acquisto all'ingrosso i vestiti prodotti all'estero si trasformano magicamente in capi "made in Italy". Come? Lo svelano gli inviati della trasmissione di Canale 5

Bastano 40-50 centesimi, una finta etichetta... et voilà: il capo di abbigliamento prodotto in Cina diventa magicamente "made in Italy". A scoprire e denunciare la truffa, sono gli inviati baresi di Striscia la Notizia, Fabio e Mingo. Durante il servizio andato in onda nella puntata di ieri, i due inviati fanno visita ad una commerciante cinese in un noto centro per la vendita all'ingrosso del barese.

Inizialmente ignara del fatto di essere filmata, parlando con due "ganci" della trasmissione, la donna spiega gentilmente che basta pagare un piccolo sovrapprezzo su un acquisto minimo di 50-100 pezzi per ottenere su ciascun capo tanto di etichetta con la dicitura "made in Italy". Ma quando i due inviati entrano in scena e chiedono spiegazioni, l'atteggiamento della commerciante cambia completamente...

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