Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Truffa sui finanziamenti pubblici, indagati i fratelli Degennaro

Diciotto in tutto le persone coinvolte nell'inchiesta della Procura di Bari: sono accusate di truffa aggravata allo Stato nei finanziamenti per la realizzazione di nuove strutture alberghiere e industriali

Nuova tegola giudiziaria per le società del gruppo Degennaro. I sei fratelli Degennaro risultano infatti tra le 18 persone indagate dalla Procura di Bari per una presunta truffa allo Stato da 23 milioni di euro.

L'indagine, partita nel 2008, è stata chiusa ieri e riguarda presunti illeciti nel finanziamento pubblico concesso ai sensi della legge 488/1992 nei confronti delle società baresi beneficiarie Futura Bari srl (poi Deltalease srl), Castellaneta Domus srl (oggi Tecnodelta Costruzioni spa), Immobiliare Paradiso srl (oggi villaggio dei Turchesi srl), Ge.Im srl (poi Nicotel Wellness srl), riconducibili al gruppo Degennaro, per la realizzazione di nuove strutture turistico-alberghiere, industriali e per la ristrutturazione di un centro medico-sportivo, nelle provincie di Bari, Taranto e Barletta, Andria e Trani.

LA TRUFFA - In particolare le indagini della Procura -  coordinate dai pm Antonio Laudati e Isabella Ginefra - fanno riferimento a quattro episodi di truffa che sarebbero stati commessi tra il 2001 e il 2011. Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, i finanziamenti sarebbero stati ottenuti attraverso la presentazione di documentazione ideologicamente falsa attestante la disponibilità dei suoli e il rispetto dei vincoli edilizi, urbanistici e di destinazione d'uso, sui quali realizzare gli investimenti produttivi cofinanziati dallo Stato. Sarebbero stati, inoltre, simulati apporti di capitale proprio nei vari progetti d'investimento per almeno 40 milioni di euro, documentati al ministero al solo fine di ottenere gli acconti dei finanziamenti concessi. L'inchiesta, nel gennaio scorso, ha portato al sequestro preventivo di beni per 12 milioni di euro, corrispondenti ai finanziamenti già erogati in favore delle società del gruppo. Tra i 18 indagati figurano Giulio Daniele, Carmine, Gaetano Pasquale, Vito Michele, Giovanni e Gerardo Degennaro, tutti amministratori delle società beneficiarie dei finanziamenti illecitamente percepiti, perché prive dei requisiti previsti per legge (attestati falsamente nelle richieste di accesso ai fondi). Gli altri 12 indagati con le stesse accuse sono i legali rappresentanti delle quattro società.
 

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