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Truffa da 1,5 milioni di fondi pubblici: arrestato ex assessore di Noci. Due suore tra i 16 indagati

Agli arresti domiciliari è finito Vittorio Lippolis: la somma era stata erogata a un istituto ecclesiastico per la ristrutturazione di un immobile divenuto casa di riposo

La Guardia di Finanza ha concluso una "complessa indagine" riguardante presunte frodi relative a Fondi Comunitari da 1,5 milioni di euro erogati a favore di un Ente religioso con sede a Roma, beneficiario di fondi pubblici, finalizzati a ristrutturare un immobile adibito a casa di riposo per anziani 'Sant'Anna' a Noci. Per Vittorio Lippolis, già assessore comunale nella cittadina nocese, sono scattati gli arresti domiciliari, misura emessa dal Gip del Tribunale di Bari. Sedici, complessivamente, gli indagati, accusati a vario titolo di truffa e ritenuti responsabili di emissione di fatture per operazioni inesistenti: tra loro vi sarebbero anche due suore e 11 imprenditori. Su Lippolis è stato anche disposto un sequestro preventivo di 1,7 milioni di euro.

Le indagini della Guardia di Finanza

Secondo gli investigatori, l'Ente religioso beneficiario dei contributi pubblici, nell'ambito di un piano che sarebbe stato ideato dall'arrestato, con la complicità dei titolari delle imprese esecutrici dei lavori, avrebbe posto in essere "raggiri" per "far risultare un importo relativo all’investimento effettuato di gran lunga superiore a quello effettivamente sostenuto in modo da indurre in errore la Regione Puglia e procurarsi un ingiusto profitto" quantificato in 1,5 milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini, più di 100mila euro di fondi europei indebitamente percepiti per lavori di ristrutturazione della casa di riposo dell'Istituto 'Figlie di Sant'Anna' di Noci sarebbero finiti direttamente nelle mani dei responsabili dell'ente ecclesiastico.Gli importi illecitamente sovra-fatturati dalle imprese esecutrici degli interventi, sarebbero stati successivamente suddivisi tra l'Ente ecclesiastico e il presunto promotore della truffa, il quale li avrebbe reinvestiti in una propria società. il tutto grazie all'aiuto di due suore - Rita Palmira Caiaffa, 67enne di Copertino (Lecce), rappresentante legale dell'ente ecclesiastico, e Celia Maria Parente Portela, 51enne di origini brasiliane economa dell'istituto - che avrebbero prodotto la documentazione necessaria.

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