Cronaca

Truffa su contributi e fondi UE, sette denunce in un'azienda della zona industriale

Lavoratori 'in nero' pagati attraverso fondi occulti e fatture fittizie per ottenere fondi comunitari destinati alle imprese del Mezzogiorno. Oltre 6,5 milioni di euro l'importo complessivo della truffa

Una maxi truffa su contributi e fondi comunitari è stata scoperta dai militari della Guardia di Finanza, che hanno denunciato per frode fiscale sette persone, tra cui il rappresentante legale della società ed un commercialista. A finire nel mirino degli investigatori una società del settore metalmeccanico con sede amministrativa nella zona industriale di Bari e stabilimenti dislocati anche nelle province di Taranto, Milano, La Spezia, Napoli e Caserta.

La società avrebbe utilizzato circa 142 lavoratori in nero, alcuni dei quali pensionati, pagandoli attraverso dei fondi occulti  creati con false fatturazioni da parte di aziende compiacenti.  Sempre il meccanismo della false fatture sarebbe inoltre servito all’azienda per dimostrare di aver sostenuto dei costi in realtà inesistenti e avere accesso ai finanziamenti comunitari destinati alle aree svantaggiate del Mezzogiorno.

Questo meccanismo avrebbe consentito alla società di compiere compensazioni con debiti tributari e previdenziali con un 'risparmio' di circa 1,1 milioni di euro. I militari hanno segnalato alla direzione provinciale del lavoro ed agli uffici previdenziali violazioni alla normativa sul lavoro in relazione alle somme corrisposte 'in nero' e fuori busta al personale dipendente (per 2.750.000 euro) ed all'amministratore (per 1.220.000 euro). Infine, sono stati segnalati agli uffici finanziari ed assistenziali omessi versamenti d'imposta e di contributi per 3,7 milioni di euro, ricavi non dichiarati per 1,6 milioni di euro, nonché Iva evasa per un milione di euro.

 

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