Bari turistica, bilancio d'estate positivo. Il futuro tra Guest card e contenitori: "Visitor center al museo Civico"

Prime analisi della stagione clou per il capoluogo pugliese: agosto da sold-out, qualche defezione a luglio per il maltempo. A giorni potrebbe essere definito l'accordo per il sistema integrato d'offerta turistica e promozionale

Passeggiare per i vicoli della Città Vecchia, sostare sul lungomare e notare la presenza di tanti turisti, in particolare stranieri, mentre apprezzavano le bellezze della città, i colori e il sole dell'estate di Puglia, sorseggiando un aperitivo o gustando le prelibatezze locali. Un film visto quasi ogni giorno, nei mesi scorsi, a Bari per un fenomeno decisamente ridotto fino a qualche anno fa. Il bilancio delle presenze turistiche in città, da giugno a settembre, è decisamente positivo. I conti si faranno in autunno ma, fondamentalmente, l'afflusso di visitatori ha raggiunto risultati decisamente apprezzabili, in particolare nel mese di agosto quando hotel, b&b e case vacanze, hanno registrato ottimi riscontri: "E' stato un mese - spiega l'assessore cittadino alle Culture, Silvio Maselli - praticamente da sold-out con un incremento dei pernottamenti medi, a conferma che Bari è diventata una meta ormai acclarata per il turismo". L'unica flessione ci sarebbe stata solo a luglio, anche a causa del maltempo. I numeri finali, però, saranno disponibili solo nelle prossime settimane.

Guest card, accordo tra pochi giorni? 

Nel frattempo, il Comune continua a lavorare per completare il cerchio dell'offerta turistica ed attrattiva per incrementare ulteriormente presenze ed appeal. Tra qualche giorno potrebbe essere l'ora della Guest Card: il varo definitivo dovrebbe avvenire a stretto giro. In via di definizione, infatti, sarebbero gli accordi tra i vari enti interessati e coinvolti nella creazione di uno strumento promozionale per il territorio potenzialmente importante. Se ne parla dal 2016: tra ritardi e rinvii potrebbe esser questa la volta buona per il varo definitivo?

Il sistema, tra app, sito dedicato, itinerari e ticket da 3 o 5 giorni, consentirà di vivere appieno l'esperienza di Bari e delle bellezze dell'area metropolitana mettendo in rete il meglio del patrimonio artistico e culturale della nostra terra. Uno dei tasselli sarà l'apertura di un Visitor Center nel capoluogo. La scelta era inizialmente caduta sul Castello Svevo ma, per motivi logistici, tutto sarà spostato all'interno del museo Civico: "L'allestimento - spiega Silvio Maselli - sarò lo stesso. Il Castello non offriva una soluzione ottimale. Uno dei problemi, ad esempio, era la lontananza del Visitor Center dalla biglietteria. Inoltre vi era un'interferenza di spazi che non agevolava il tutto". La struttura sarà pronta entro l'anno. A breve, infatti, sarà definito l'accordo con la ditta che si occuperà di allestirlo: occhialini virtuali, guide, servizi ed un help desk permetteranno al turista di ricevere tutte le informazioni necessarie per la visita a Bari e in Puglia. 

Maselli: "Bari ottima per il city-break"

Un pezzo in più del mosaico allestito passo dopo passo in questi anni: "La nostra città - aggiunge Maselli - è diventata sempre più attrattiva per il city break" ovvero le vacanze di 2-4 giorni in un grande centro che offre cultura, divertimento e dintorni interessanti "e questo grazie anche al miglioramento delle infrastrutture, basti pensare all'aeroporto, ai voli e ai treni, ma anche ad un rilancio vero di tanti centri costieri come Monopoli e Giovinazzo, oltre all'ormai conosciutissima Polignano. Tutto ciò sfida il luogo comune di una Bari città del sud pericolosa e cattiva. Bari può destagionalizzare i flussi turistici e, a differenza del Salento, è capace di attrarre turismo di classe medio-alta con un'offerta notevole. Su questo aspetto - conclude Maselli - stiamo lavorando ulteriormente. Tra qualche mese vi saranno le prime mostre nel Margherita rinnovato dopo anni. A fine 2019 contiamo di riaprire, seppur parzialmente, il teatro Piccinni, senza contare i lavori al Mercato del Pesce che consentiranno di lanciare definitivamente il Polo del Contemporaneo. Abbiamo lavorato sui contenitori, prima che sui grandi eventi, proprio per creare una base solida con la quale pensare al futuro".

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