Cronaca

Polemiche per l'ombrellone in un lido di Capitolo, il parlamentare Pagano si difende: "Mai abusato del mio ruolo"

Secondo una versione della vicenda, avvenuta domenica scorsa, il deputato Pd avrebbe preteso un posto in prima fila e quindi esibito il suo tesserino agli agenti. Su fb la ricostruzione dell'onorevole

Una discussione per un posto in prima fila in un lido di Capitolo, a Monopoli, con l'interessato che smentisce categoricamente fornendo sui social la propria versione dei fatti: la vicenda riguarda Ubaldo Pagano, parlamentare del Pd, il quale, dopo un diverbio con lo staff, avrebbe fornito le proprie generalità alla Polizia utilizzando il proprio tesserino da parlamentare. 

La polemica per un ombrellone

Pagano si era recato nello stabilimento balneare con moglie e figlia alle 8.45: "Avevamo provato a prenotare un ombrellone il giorno prima - spiega su Facebook - ma dal Lido ci hanno risposto che bastava presentarci molto presto nello stabilimento, entro le ore 9.00, per averlo. Già dall’ingresso delle auto, ci veniva riferito che probabilmente non c’era disponibilità di alcun ombrellone, ma che potevamo andare a chiedere; quindi, si è recata in cassa mia moglie. Alla cassa  - aggiunge il deputato - c’era già un’altra persona che lamentava la tipologia di ombrelloni proposta, circa in ventesima fila, a cui era stato impedito di prenotare e pagarlo il giorno prima". 

La versione dello stabilimento e quella di Pagano

Il parlamentare chiede una postazione migliore ("non della prima fila" sottolinea) cercando di parlare con la direzione dello stabilimento: "In un lido di almeno cento/centocinquanta ombrelloni sostenevano, invece, che erano tutti degli ospiti dell’hotel e degli abbonamenti e c’erano solo pochi posti disponibili in penultima e ultima fila della zona chiamata conca, molto distante dal mare. Sarebbe bastato che la stessa cosa ce l’avessero detta il sabato quando abbiamo provato a prenotare per evitare questa discussione. Dopo circa un’ora, dopo aver regolarmente pagato il servizio e atteso inutilmente il direttore dello stabilimento, siamo stati accompagnati a sistemarci all’ombrellone in penultima fila della concai". Pagano poi spiega di essere stato chiamato per andare in reception dove ha incontrato due agenti: "Solo a quel punto fornendo le mie generalità agli agenti ho mostrato come documento il tesserino di parlamentare non avendo portato con me la carta di identità". Alla ricostruzione di Pagano si affianca la diversa versione dello stabilimento che confermerebbe i toni utilizzati dal deputato. Quest'ultimo smentisce seccamente: " mi sono sempre comportato - scrive su Facebook - senza mai abusare del ruolo istituzionale, anche in un momento di disagio come quello dove ritenevo di subire una presa in giro".

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