Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Uccise il marito violento, torna in carcere per scontare 7 anni di reclusione

Rosalba Bongallino, barese residente ad Ostuni, era stata condannata a 13 anni di reclusione per l'omicidio del marito, Beniamino De Meo, avvenuto nel '98. Nel 2014 aveva ottenuto i domiciliari per accudire la figlia minorenne, ma ora dovrà tornare in carcere

E' tornata in carcere Rosalba Bongallino, residente ad Ostuni ma originaria di Bari, condannata per l'omicidio del marito Beniamino De Meo, avvenuto nel 1998 ad Adelfia. La donna, condannata a 13 anni e 6 mesi di reclusione, dovrà scontare in carcere  la pena residua di sette anni di reclusione, dopo un periodo trascorso ai domiciliari.

De Meo, descritto dalla moglie come un marito-padrone, autoritario e violento, fu ucciso dalla Bongallino con la complicità della madre e della figlia maggiore. Un delitto confessato dalla donna dopo un anno, e giunto - raccontò la stessa Bongallino agli inquirenti - dopo 18 anni di violenze e oppressioni subite tra le mure domestiche. La sera dell'omicidio, dopo aver messo nella cena del marito una potente dose di sonnifero e averlo fatto addormentare, la donna lo strangolò nel sonno, stringendogli un cappio intorno al collo. Il corpo dell'uomo fu trasportato e  bruciato in un casolare ad Acquaviva delle Fonti, dove fu poi ritrovato. A distanza di un anno dall'omicidio la Bongallino ammise le sue colpe e, dopo la celebrazione del processo, fu condannata alla pena di 13 anni, 6 mesi e 21 giorni di carcere.

Nel 2014 Bongallino aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Lecce l'ammissione alla misura della detenzione domiciliare per potersi occupare della figlia minorenne, nata dalla convivenza col nuovo compagno, nativo del foggiano, ma residente ad Ostuni. Il beneficio prevedeva che al compimento del decimo anno di età della bambina, la Bongallino sarebbe dovuta ritornare in carcere per scontare il residuo di pena sino all'anno 2023. Per questo nella giornata di ieri, termine di scadenza della durata del periodo di detenzione domiciliare concesso dal Tribunale, la donna è stata prelevata dagli agenti del Commissariato ostunese e successivamente condotta in carcere a Lecce.
 

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