Ucciso durante un tentativo di rapina, i genitori pronti a querelare Salvini: "Infangata la memoria di nostro figlio"

La reazione dopo le parole pronunciate dal ministro dell'Interno durante il comizio barese: con lui sul palco Enrico Balducci, oggi segretario provinciale della Lega, condannato in via definitiva per l'omicidio di Giacomo Buonamico. I familiari: "Nessun rispetto nei confronti dei nostri sentimenti di pietà e dolore"

Il comizio di Salvini a Bari

"Infangato il nome di nostro figlio e disonorata la memoria di un defunto". A parlare, attraverso una nota diffusa dai loro legali, sono Onofrio Buonamico e Antonia Valerio, i genitori di Giacomo, 23enne ucciso nel giugno 2010 durante un tentativo di rapina in una stazione di servizio a Palo del Colle. Il riferimento dei familiari di Buonamico è alle parole pronunciate dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante il suo comizio di martedì scorso a Bari. Parole per cui annunciano l'intenzione di querelare Salvini.

Sul palco, accanto a Salvini, c'era anche Enrico Balducci, ex consigliere regionale, oggi segretario provinciale della Lega e all'epoca dei fatti gestore della stazione di servizio di Palo, processato e condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per aver ucciso Giacomo Buonamico. Nel corso del suo comizio, Salvini ha richiamato quella vicenda, suscitando la reazione dei familiari della vittima: "Sono stati utilizzati termini, tra cui “il rapinatore nella prossima vita cambia mestiere” o come “in questa legge è previsto per i parenti del povero rapinatore rimborso zero” ed ancora “sono affaracci tuoi se decidi di fare il rapinatore ti assumi i rischi del tuo vigliacco mestiere”", evidenziano i genitori di Buonamico nella nota. "Giacomo - aggiungono - non si è mai potuto difendere dalle infamanti accuse. Unica certezza, non era un pregiudicato, non aveva alcun precedente penale, non è, pertanto, mai stato condannato per il reato di rapina".

"Basta non ne possiamo più di essere individuati come la famiglia del rapinatore e che si continui a parlare ignobilmente di nostro figlio", scrivono i genitori della vittima. "Abbiamo già dato ampio mandato ai nostri legali di fiducia Saverio Fragassi e Danilo Penna, il primo in sede civile e l’altro in sede penale, perché possano individuare se nelle parole dell’onorevole Salvini ci siano state violazioni di legge, perseguibili ai soli fini della tutela della immagine della nostra famiglia e del decoro e dell’onore del nostro caro defunto. Non c’è alcun rispetto nei confronti dei nostri sentimenti di pietà e dolore".

Gli avvocati Fragassi e Penna fanno sapere che nei prossimi giorni "valuteranno le eventuali azioni ed attività da compiere alla luce di quanto accaduto e tenuto conto delle affermazioni del leader della Lega e vice-premier, in occasione del pubblico comizio, seguito in diretta dai canali web e social".

La replica del ministro

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha così commentato, attraverso un post sulla sua pagina Facebook, la notizia della denuncia: "Anche questa. Non ho parole... Qualcuno pensa di spaventarmi?? Hanno trovato l’uomo sbagliato!" ha scritto sulla fanpage.


 

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