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Ucciso e gettato in un pozzo a Binetto: a processo l'amante e il marito della donna

Si aprirà il 7 febbraio prossimo il procedimento sull'omicidio di Stefano Melillo, 28enne trovato morto il 13 giugno scorso. Imputati una 29enne e il coniuge 40enne: la donna lo avrebbe istigato a uccidere il rivale

Prenderà il via il 7 febbraio 2017 il processo per l'omicidio di Stefano Melillo, operaio 28enne di Toritto trovato morto, il 13 giugno scorso, in un pozzo di un casolare abbandonato nelle vicinanze di un campo sportivo a Binetto, in provincia di Bari. Il procedimento si svolgerà dinanzi alla Corte d'Assise del capoluogo pugliese e vede due persone imputate: si tratta di Crescenzio Burdi, 40enne già in carcere dal 14 giugno scorso accusato di omicidio premeditato e occultamento di cadavere, e di Addolorata Cuzzi, 29enne, moglie del presunto assassino e ritenuta amante della vittima.

Secondo gli inquirenti la donna sarebbe stata istigatrice del delitto ed è accusata di concorso morale nell'omicidio. Gli investigatori, coordinati dal pm Antonino Lupo, ritengono che la 29enne avrebbe voluto terminare la relazione con Melillo e quindi convinto il marito a ucciderlo dopo averlo attirato con una scusa nel campo sportivo. Il 28enne sarebbe stato strangolato con una corda e quindi colpito alla testa inizialmente con una spranga di ferro e con un grosso masso. Il cadavere è stato quindi gettato nel pozzo. La donna, secondo i magistrati, ha confessato i fatti durante le indagini. Disposto, quindi, il giudizio immediato per i due imputati.

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