Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Ufo, l'alieno del rap canta le sue origini baresi ed un tempo senza speranza nel nuovo album Hopeless

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

E' uscito da alcune settimane, con il marchio Raptor Records-Goodfellas, "Hopeless" l'ultimo lavoro dell'alieno del rap.
Giovane performer le cui origini e vita quotidiana palpitano nel cuore nevralgico della più profonda periferia barese, Ufo scrive canzoni energiche e contagiose, che si abbeverano di autocelebrazione e sarcasmo, sapientemente mescolati in un mix di sonorità scalpitanti.
Un modo per affermare che non esiste solo una pagina soft nel quaderno dei testi di Ufo, ma una certa coesione tra rabbia e ironia attraverso cui l'artista si esprime.

Hopeless è un progetto costruito su esperienze, personali e non. Un titolo più che mai calzante, in un momento (almeno apparentemente) senza speranza, in cui si assumono atteggiamenti che oscillano tra la spavalderia e la superficialità, perché non si ha più niente da perdere; tutto il lavoro è poi attraversato da una vena di malinconia, che fa riferimento ai legami di Ufo.

Ufo ha coraggiosamente sostenuto di aver progettato un disco "mediocre" per sua volontà, perché in un mondo assuefatto ai mezzi di comunicazione e a un ritmo più che frenetico, non c'è spazio per fermarsi a riflettere su concetti troppo profondi, e dunque un lessico forbito viene rimpiazzato - quasi a mo' di denuncia - da parole comuni ed estremamente dirette. Nonostante le radici di Ufo, Hopeless non è solo un disco rap, ma è ricco di contaminazioni di altri generi come il modern pop, il reggae e il funk; il tutto miscelato con sonorità elettroniche tipiche della dubstep. Hopeless così va incontro alle esigenze di un ampio spettro di ascoltatori, e di chi sia in cerca di un album da ascoltare per divertirsi, emozionarsi e - perché no - sfogarsi.

La traccia da cui prende il titolo il disco è "Hopeless", un viaggio introspettivo dell'artista che descrive il momento in cui crollano tutte le speranze e attorno affiora tutto quel che è vacuo e fittizio.
Numerosi gli artisti che hanno collaborato a questo progetto, tra cui figurano Pietro Napolano (vincitore di Sanremo 2007 con i Pquadro), Reverendo (Pooglia Tribe) e Tuppi B.

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