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A Bari celebrata la prima unione civile, Decaro: "Giornata importante"

Nella Sala Matrimoni in largo Fraccacreta due signori di 68 e 53 anni hanno coronato il loro amore dopo 16 anni di fidanzamento: dopo il sì abbracci e sorrisi. Il sindaco: "Orgoglioso di festeggiare questo momento"

"Non credevamo sarebbe stato possibile: Abbiamo atteso questo giorno da tempo". Per la precisione 16 anni di fidanzamento coronato in unione civile, la prima celebrata ufficialmente a Bari dopo l'approvazione della legge Cirinnà. E' la storia di due simpatici e distinti signori di 68 e 53 anni e di una giornata indimenticabile per loro, i familiari e gli amici: il sì è stato celebrato nella sala dei Matrimoni di largo Fraccacreta. A officiare l'unione c'era proprio il sindaco Antonio Decaro: una cerimonia rapida e sobria con lo scambio degli anelli, la lettura del codice civile e le parole speciali del primo cittadino che ha citato anche una poesia di Pablo Neruda sull'amore, l'unione e l'importanza dell'essere 'noi' tra gli altri. Alla fine abbracci, baci, sorrisi e tanta felicità, tutto con discrezione e garbo: "La festa? - racconta uno dei due 'sposi'  - La faremo domani perché era più facile organizzarsi".

Chi li conosce bene parla di "unione autentica" e di un rapporto profondo, sincero e duraturo, con un traguardo tagliato proprio grazie al nuovo ordinamento sul tema, una legge attesa da tante coppie che fino ad ora non hanno potuto sancire legalmente la loro relazione. Al termine della cerimonia, il sindaco Decaro ha espresso la sua soddisfazione per una giornata importante sul fronte dei diritti civili a Bari: "Sono orgoglioso di poter festeggiare insieme questo momento - ha affermato -. Ci sono giorni, nella vita di un primo cittadino in cui si torna a casa la sera e si è assaliti da un senso di impotenza per tutte le cose che non si riescono a fare durante il giorno, tornano in mente tanti sguardi di cittadini che attendono una risposta o che ripongono nel sindaco una speranza

"Poi ci sono giorni, come questi,  - ha proseguito - in cui avere l’onore di indossare la fascia tricolore significa aiutare e permettere a due persone di essere libere di vivere nel rispetto della legge, nei diritti e nei doveri, così come spetta a tutte le persone che scelgono di camminare insieme la strada della vita. Il giorno dell’approvazione della legge Cirinnà qualche mese fa, ho esposto dal balcone del Palazzo comunale una fascetta arcobaleno. Qualcuno ha storto il naso. Se fosse qui oggi e avesse la possibilità di vedere i vostri sorrisi e la gioia dei vostri familiari, sono sicuro che cambierebbe idea perché non c’è niente di più bello che partecipare alla gioia di una famiglia che festeggia un momento importante” ha concluso. Una gioia, appunto, come tante, perché l'amore, è bene ricordarlo, non ha e non fa differenze.

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