Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Università, l'allarme di Petrocelli: "Con i tagli a rischio la nostra autonomia"

Il Rettore attacca la legge di stabilità che taglia ancora i fondi per le università: "La somma messa a disposizione non garantisce nemmeno la copertura delle spese fisse, così rischiamo il collasso"

L'Università di Bari "farà i salti mortali per evitare il collasso" e garantire i servizi agli studenti, ma i continui tagli decisi dal governo mettono a serio rischio l'autonomia e il funzionamento delle università italiane. In questi giorni in cui alle Camere si discute l'approvazione della legge di stabilità, il rettore dell'Ateneo barese Corrado Petrocelli lancia l'allarme sull'ulteriore taglio di 9,5 milioni previsto per il 2013 per l'Università di Bari, che si aggiunge ai 34 milioni di euro già cancellati tra il 2008 e il 2011.

Un taglio che, spiega il rettore, rischia di bloccare definitivamente il processo di risanamento che l'Università aveva intrapreso in questi ultimi anni. "Perché la somma che viene messa a disposizione delle Università - sottolinea il rettore - non garantisce nemmeno la copertura delle spese fisse: ciò è intollerabile. Non c'é ricambio di personale, non riusciamo ad assumere: così non può funzionare ma faremo i salti mortali per evitare il collasso".

Una situazione difficile da gestire, in cui l'Università, sprovvista di fondi, viene di fatto privata della sua autonomia: "La programmazione triennale, i bilanci, l'assunzione del personale le faccia lo Stato e vediamo come sono capaci di governare bilanci siffatti", incalza Petrocelli.

Ieri a lanciare l'allarme sul 'rischio default' delle università era stato lo stesso ministro dell'istruzione Francesco Profumo, per il quale i 100 milioni previsti dalla legge sono assolutamente insufficienti rispetto ai 400 milioni necessari.

Tuttavia, ha assicurato Petrocelli, nonostante i tagli, per il prossimo anno l'ateneo barese "terrà su i servizi agli studenti pur non essendo quella di Bari un'Università che ha aumentato le tasse proprio perché al Sud le famiglie hanno grandissime difficoltà". "Le immatricolazioni nel 2012 sono state circa 13.000 euro, le stesse dello scorso anno, ma il trend è negativo. Le famiglie che devono pagare l'Imu - conclude - ci chiedono la dilazione delle tasse per pagamenti anche minimi".

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