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Università, polemiche per il convegno con Adinolfi: "Nessuno spazio per l'omofobia"

Gli studenti di Link insieme ad altre associazioni contro il dibattito dal tema 'La famiglia al centro dell'uomo', che venerdì prossimo vedrà la partecipazione del direttore del quotidiano 'La Croce', tra i promotori del Family Day: "Omofobo e sessista, evento discriminatorio"

Mario Adinolfi ospite di un dibattito dal tema 'La famiglia al centro dell'Uomo', e all'Università di Bari scoppia la polemica. A contestare e chiedere l'annullamento dell'evento, in programma venerdì 19 febbraio all'ex Palazzo delle Poste, gli studenti di Link-Rete della Conoscenza, insieme alle associazioni Arcigay e Arcilesblica.

"Tra gli invitati - scrivono in una nota gli studenti - spicca il nome di Mario Adinolfi, Direttore del quotidiano “La Croce”, noto per le sue dichiarazioni omofobe e sessiste, tanto da essere promotore di eventi a chiaro sfondo discriminatorio quale il Family Day. Riteniamo assurda la scelta di autorizzare un evento simile, di certo non annoverabile tra i consueti incontri dal profilo accademico organizzati nella nostra Università. Infatti tale dibattito non sarà sviluppato secondo i canoni del Sapere scientifico e del progresso della Conoscenza fondata su basi empiriche, ma meramente sul pregiudizio e sul bigottismo di chi ne prenderà parte".

"In una fase come questa che vede al centro del dibattito politico la discussione delle unioni civili non può avere cittadinanza nei luoghi del Sapere chi ogni giorno ci bombarda di messaggi omofobi e discriminatori"."Un simile evento si qualifica non solo come lesivo della dignità di tutte le persone presenti all’interno della comunità accademica con un orientamento e un’identità sessuale differente, ma svilisce il ruolo dell’Ateneo nei confronti della società, verso la quale la nostra istituzione dovrebbe rappresentare un faro di Conoscenza, Sapere critico e stimolo intellettuale e non un buco nero dell’oscurantismo e dell’odio propagandato al fine di riscuotere consenso, in netta contraddizione con il suo Statuto, per il quale l’Ateneo “Promuove la diffusione di una cultura fondata sui valori universali dei diritti umani (...) Riconosce e garantisce a tutti nell’ambito della comunità universitaria uguale dignità e pari opportunità e l’assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla diversa abilità, alla religione, alla lingua, alle opinioni politiche e alle condizioni personali e sociali. S’impegna a promuovere azioni dirette a rimuovere le cause di discriminazione, sia diretta che indiretta"".

"Non possiamo inoltre dimenticare - proseguono i ragazzi - la risposta della città di Bari data il 23 Gennaio scorso durante la chiamata nazionale dell’associazionismo LGBT, che ha visto piazza del Ferrarese gremita di colori arcobaleno, segno di una chiara volontà della cittadinanza di superare il bigottismo medievale proprio di quella parte della classe dirigente promotrice dell’evento in questione".

"Abbiamo pertanto ritenuto fondamentale - concludono - chiedere che l’evento venga immediatamente annullato sulla base del principio di laicità dell’Università, impegnandoci a sviluppare un reale dibattito su questi temi, affrontando la discussione della questione su un piano accademico con basi scientifiche. Chiediamo a gran voce posizioni serie contro la discriminazione e la disinformazione. Idee che discriminano altri non solo non sono democratiche, ma si sedimentano in subculture che giustificano atti di violenza e discriminazione. Invitiamo inoltre chiunque voglia, come singolo o come associazione, ad aderire a questa richiesta contattandoci sulle pagine facebook delle associazioni promotrici o sull'indirizzo linkbari.sindacatostudenti@gmail.com".

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