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"Non ci sono state false indennità". I lavoratori dell'Ateneo contro i tagli

Assemblea sindacale in Rettorato e stato di agitazione dopo la nota del Ministero dell'Economia che invita l'Università a rivedere premialità per 35 milioni di euro dal 2004. I rappresentanti dei lavoratori: "Soldi percepiti regolarmente"

"Non siamo né furfanti, né imbroglioni e non ci sono state false indennità, anzi, le progressioni economiche degli stipendi sono avvenute con la massima regolarità, secondo i meccanismi previsti dal contratto nazionale e in misura minore rispetto alle altre Università". I lavoratori dell'Ateneo barese sono in stato di agitazione, dopo il richiamo formale del Ministero dell'Economia su spese e premialità, sotto forma di indennità, per il personale: la cifra, riferita al periodo 2004-2013, si aggirerebbe attorno ai 35 milioni di euro, di cui 20 sono impiegati per la progressione orizzontale dei dipendenti e 15 per quella verticale di tecnici amministrativi a elevata professionalità. 

Alla nota del Ministero (in cui viene contestata anche l’immissione nei ruoli di 285 nuove unità di questo tipo di personale mediante procedura di progressione verticale avvenuta nel dicembre 2003), il direttore generale uscente dell'Ateneo, avrebbe comunicato "la decisione  - spiegano i sindacati - di interrompere i tempi di prescrizione per eventuali recuperi di somme nei confronti dei singoli dipendenti".

Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle, dopo un'assemblea in mattinata, nella sala del Consiglio dell'Ateneo, hanno proclamato lo stato di agitazione, sollecitando il rettore Uricchio ad attivare il Tavolo tecnico da lui istituito sulla vertenza, annunciando azioni future di protesta, da un 'falò' delle lettere che i lavoratori riceveranno nelle prossime settimane da UniBa, per comunicare le decisioni sulla retroattività dei tagli, alle incursioni durante le sedute di laurea, fino ai turni di pause lavoro a sorpresa.

L' Ateneo, nelle scorse settimane, per rientrare dal buco di bilancio, ha previsto la sospensione o annullamento di alcune indennità mensili, tra cui quelle per contratti di disagio nella sede di Veterinaria a Valenzano (circa 100 euro mensili) e per indennità disagio di autisti (250 euro mensili): "I lavoratori - spiega Sonia Ostrica, segretario generale Uil Rua - hanno percepito gli aumenti dopo avanzamenti di carriere ottenuti con concorsi e corsi di formazione. Si decide che questi aumenti sono stati troppi, ma in base a quale criterio? Da parte dei lavoratori si tratta di procedure in armonia con il contratto nazionale e certificato dai revisori dei conti, tra i quali c'è un rappresentante della Corte dei Conti. E' nei poteri del Mef andare così indietro nel tempo? Secondo noi del sindacato no. Il Rettore, a nostro avviso, dovrebbe rivendicare l'autonomia dell'Università e il rispetto dei lavoratori. E' lo stesso Ateneo che dovrebbe chiedere al Ministero come ha calcolato la cifra di 35 milioni". 

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