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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Prestiti con interessi fino al 5mila per cento, dieci condanne per usura a Bari: otto sono donne

La sentenza dopo gli arresti del novembre 2020, con l'operazione 'Cravatte rosa' della Finanza. Soprattutto famiglie in difficoltà le vittime dei presunti usurai, che avrebbero 'operato' anche durante il lockdown, non esitando a ricorrere a minacce per incassare i debiti

Accusate di aver prestato denaro con interessi che potevano arrivare fino al 5mila per cento, non esitando a minacciare le proprie vittime per costringerle a pagare il debito: dieci persone, tra cui otto donne, sono state condannate a pene comprese  tra i 7 anni e 8 mesi e i 2 anni e 4 mesi di reclusione dalla gup del Tribunale di Bari, Luigia Lambriola.

Le condanne si riferiscono all'inchiesta 'Cravatte rosa', condotta dalla Finanza e coordinata dal pm Lanfranco Marazia, che nel novembre 2020 portò agli arresti. Secondo quanto emerso dalle indagini, vittime sarebbero state in particolare famiglie in difficoltà del quartieri Japigia, San Pasquale e San Paolo di Bari, spesso vicini di casa o persone conosciute dai presunti aguzzini, le cui condotte illecite si sarebbero intensificate durante il periodo del lockdown. Le indagini partirono dalle dichiarazioni di un’anziana donna, in gravi difficoltà economiche, la quale, presentandosi presso la Guardia di Finanza, aveva denunciato di essere vittima di usura.

I reati contestati, a vario titolo - per fatti che risalgono gli anni tra il 2011 e il 2020 - sono usura aggravata dallo stato di bisogno ed estorsione: in molti casi, infatti, i presunti usurai non avrebbero esitato a ricorrere a minacce per costringere le vittime a ripagare il debito. I dieci imputati, processati con il rito abbreviato, sono stati riconosciuti dalla gup responsabili di 29 episodi di usura e otto di estorsione.

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