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La vittima, Valeria Lepore

La vittima, Valeria Lepore

Poliziotta morta dopo tre interventi, nuove indagini: forse medico falsificò le firme

Riaperto il caso della 27enne Valeria Lepore, agente di polizia penitenziaria, morta nel 2014. L'ipotesi è che un medico abbia falsificato le firme del consenso informato per una serie di interventi e analisi a cui fu sottoposta

Una nuova inchiesta è stata avviata dalla Procura di Taranto sulla morte di Angela Valeria Lepore, la 27enne di Toritto, agente di polizia penitenziaria, morta nel luglio 2014 dopo essere stata sottoposta a tre interventi chirurgici.

L'ipotesi è che le firme del consenso informato per una serie di interventi e analisi a cui fu sottoposta la donna siano state messe non dalla paziente ma da uno dei medici dell'ospedale di Taranto in cui la donna fu ricoverata. Per il professionista è stato chiesto il rinvio a giudizio per falso e l’udienza preliminare è fissata al prossimo 19 dicembre.

Il prossimo 8 novembre si terrà invece un'altra udienza preliminare per omicidio colposo, sempre sulla morte di Valeria Lepore, in cui sono imputati due medici tarantini. Inizialmente, nell'inchiesta aperta in un primo momento dalla Procura di Bari, erano indagati 20 medici di tre diverse strutture sanitarie: il pronto soccorso di Manduria dove la ragazza si era recata per un malore all’addome, l’ospedale di Taranto e quello di Bari dove era stata poi ricoverata e sottoposta alle operazioni di rimozione di un calcolo renale, di craniectomia e di impianto di un polmone artificiale. 

La posizione dei sette medici baresi è stata archiviata. Per quanto riguarda i medici tarantini, invece, gli atti erano stati trasmessi alla Procura ionica che ha provveduto nei mesi scorsi alla richiesta di rinvio a giudizio per i due medici dell’ospedale di Taranto che avevano eseguito il primo intervento chirurgico e all’archiviazione per altri 8.
 

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