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Di nuovo vandalizzate le scritte antimafia nel centro storico di Bitonto, danneggiate le targhe con i nomi di Impastato e Rizzotto

Il duro post del sindaco Abbaticchio su Fb per condannare la "barbarie" di chi ha commesso il raid: "Torneremo a riparare le memoria sulla 'strada degli eroi'"

Riaccese a fine dicembre dopo un altro danneggiamento, di nuovo vandalizzate nei mesi del lockdown. Non c'è pace per le luminarie antimafia installate nel centro storico di Bitonto, in via San Luca. Le targhe con i nomi di Peppino Peppino Impastato e Placido Rizzotto, cui appartengono le frasi riportate, sono state colpite e spezzate. Dura la condanna, con un post su Fb, del sindaco della cittadina, Michele Abbaticchio:

"Nel triste periodo di isolamento, Peppino Impastato e Placido Rizzotto sono stati uniti anche dalla barbarie di gente che, mi auguro, non conosca quello che rappresentano per Bitonto e per l'Italia intera. Accade in via San Luca e noi torneremo a riparare la memoria sulla "strada degli eroi" con le luminarie antimafia rimaste accese dopo l'ultimo 30 dicembre scorso dedicato alla nostra Anna Rosa Tarantino. E le forze dell'ordine torneranno ancora, ancora, sempre più spesso quanto più spesso cercherete di cancellare la firma di queste frasi sulle quali vi accanite. Sono due firme che parlano di vite donate in nome della verità e della giustizia sociale. Due frasi che raccontano la loro vita e un insegnamento che continueremo a leggere, illuminate, sulle strade bitontine che porteremo sempre più a trasformarsi in libri di educazione sociale aperti: "La mafia uccide. Il silenzio pure", Peppino Impastato;  "La terra che ci ha cresciuto è il nostro futuro", Placido Rizzotto".

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