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Arte e bene comune nel mirino dei vandali: "Servono caparbietà e presenza sul territorio"

Riflessioni dopo il raid che ha distrutto una libreria collocata in una piazza di Valenzano: "Le realtà associative spesso sono l'unico presidio culturale in zone degradate"

Pochi giorni fa è toccato a una libreria da bookcrossing posizionata per le strade di Valenzano, danneggiata da alcuni ragazzini, mesi fa, invece, ad alcune fermate bus-installazioni artigianali bruciate o distrutte a Gioia del Colle e nel quartiere Santa Rita del capoluogo: sono solo alcuni degli episodi vandalici che hanno colpito progetti creativi e associativi con finalità di educazione della comunità. Tre atti in cui emerge tutto il degrado umano di una parte della cittadinanza, non abituata a iniziative normali in contesti europei e nel nord dell'Italia. Siamo davvero pronti per questo tipo di innovazioni sociali? Lo abbiamo chiesto proprio a chi ha vissuto sulla propria pelle il disagio di vedere il proprio lavoro buttato per aria: "Volevamo lanciare un messaggio educativo - dice Alberto del gruppo Lucidafollia, ideatore della libreria stradale collocata solo 3 giorni fa in una piazza di Valenzano, distrutta da un gruppo di adolescenti - e invece abbiamo visto i vandali farsi le foto vicino alla struttura che avevano preso a calci. I libri li abbiamo trovati nella spazzatura. Non ci siamo però arresi e abbiamo trovato la forza di reagire, rimontandola". Lucidafollia aveva già attivato iniziative analoghe in altre zone di Valenzano: "Abbiamo montato - aggiunge Alberto - un'altra postazione di bookcrossing in via Fanelli, mai danneggiata, e siamo in procinto di attivarne un'altra nella sede universitaria di Veterinaria. Il nostro gruppo ha a cuore il concetto di bene comune: bisogna, nonostante tutto e tutti, educare la cittadinanza e alla condivisione. Solo insistendo si possono ottenere risultati".

Perseveranza, ma anche sostegno delle istituzioni: a sottolinearlo è, invece, Marina Leuzzi di 'Metriquali'. Il gruppo subì, oltre un anno fa, un pesante danneggiamento di un'installazione nel rione periferico di Santa Rita, ovvero una pedana in legno per attendere i bus nell'ex mercato, data alle fiamme. L'attività sociale è poi proseguita, anche in altre località pugliesi, ma i ragazzi attendono il sì di Arca Puglia per la riqualificazione completa della fatiscente area mercatale ridotta a parcheggio: "Essere presenti sul territorio - spiega Leuzzi - significa tutelarlo. E' la prima regola della legalità, soprattutto in zone marginalizzate con alta presenza della criminalità. La città e le sue amministrazioni spesso fanno fatica. Le realtà associative che fanno cultura cercano di essere presenti per dare dei segnali e stare in quei luoghi: è come mettere uno spillo in posti in cui pervade l'assoluta ignoranza e l'estraneità ai percorsi della città. Sono spunti, quasi delle provocazioni. Il clamore, paradossalmente, è arrivato proprio con l'atto vandalico e ciò non va bene". 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Claudio De Leo di Pleroo Design, il quale ha subito più di 12 mesi addietro, il furto di due posaceneri artigianali posizionati per le vie di Gioia Del Colle, nonché di alcuni pannelli dipinti collocati su una fermata dei bus nell'ambito del progetto 'Roomart': "Secondo me non siamo pronti - dice - e manca un senso comune. Lo si nota fin dai piccoli gesti. Non c'è un'educazione adeguata civica e ambientale. Tutto ciò non deve però portare a scoraggiarsi. Due mesi fa, ad esempio, tolsero un altro pannello ma abbiamo subito provveduto a rimpiazzarlo. Bisogna insistere e combattere ma le amministrazioni locali ci devono dare una mano. Se tutti sentissero proprio quello che è pubblico, tutto potrebbe funzionare. E' solo questione di educazione che deve partire dal basso ma anche dalle istituzioni". Altriment irestiamo qui dove siamo, a metà strada tra la civiltà e la (beata) ignoranza.

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