Cronaca

Carne bovina infetta, controlli e sequestri dei Nas anche a Bari

L'indagine condotta dalla Procura di Perugia coinvolge 21 città italiane, tra cui anche il capoluogo pugliese. La carne veniva venduta utilizzando marchi auricolari contraffatti che attestavano falsamente la razza pregiata dei bovini

Veniva messa in vendita come carne bovina "pregiata" utilizzando marchi auricolari contraffatti. In realtà si sarebbe trattato di carne di infetta, che veniva ugualmente commercializzata attraverso un meccanismo fraudolento, smascherato dalla Procura di Perugia.

L'indagine condotta dai magistrati del capoluogo umbro, denominata "Lio", ha fatto scattare questa mattina controlli e sequestri da parte dei carabinieri del Nas in 21 città italiane, tra cui anche Bari.

Oltre al capoluogo pugliese, le province interessate dall'operazione sono quelle di Arezzo, Avellino, Foggia, L'Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.

IL BILANCIO DELL'OPERAZIONE - L'operazione si è conclusa con sequestri per quattro milioni di euro, 65 indagati e sigilli a quattro aziende agricole. Oltre 300 i carabinieri dei Nas e dell'Arma territoriale impegnati per dare esecuzione in 21 province di 12 regioni a 78 decreti di perquisizione e sequestro emessi.

LE INDAGINI - La prima fase delle indagini ha portato alla scoperta di un traffico illecito di bovini colpiti da malattie infettive alcune delle quali trasmissibili all'uomo. Gli animali, nati in aziende dell'Italia meridionale e insulare, erano avviati alla macellazione grazie all'intermediazione di due aziende, una perugina e una aretina, e di allevatori e medici veterinari che permettevano di eludere i controlli sanitari. Al termine di questa prima fase sono state sequestrate 4 aziende agricole e 500 bovini vivi che sono stati abbattuti e distrutti per un valore commerciale di 2 milioni e mezzo di euro. Nella seconda fase delle indagini i militari hanno ricostruito l'organizzazione criminale in cui erano coinvolti 56 allevatori, 3 autotrasportatori e 6 medici veterinari delle Asl del centro-sud che falsificavano passaporti, permettendo di introdurre sul mercato bovini di razza ed età differenti da quelle certificate dai documenti.

Nella conferenza stampa che si è tenuta in mattinata a Perugia, i carabinieri dei Nas hanno spiegato che comunque "nessuna fetta di carne infetta è comunque arrivata nel piatto di qualche consumatore", "abbiamo bloccato tutto prima".

*Ultimo aggiornamento ore 20.30

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