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Cronaca

'BiodiverSo', l'app per conoscere e valorizzare gli ortaggi tipici pugliesi

Progetto realizzato, tra gli altri, dalle Università di Bari, Foggia e Salento, oltre al Cnr: circa 100 varietà specifiche studiate e riportate alla notorietà, di cui 46 a forte rischio estinzione

Carote gialle e viola, carciofi bianchi o dalle 'centofoglie', meloni nella loro variante da insalata, ovvero i caroselli: la Puglia è terra dall'agricoltura fiorente e dalle mille varietà, spesso minacciate da un'omogenizzazione dei cibi dovuta anche alla diffusione della grande distribuzione. Attraverso la tecnologia e la ricerca si possono però valorizzzare produzioni locali dall'alto valore qualitativo, recuperandole e portandole alla conoscenza del grande pubblico. Così è nato il progetto 'BiodiverSO', finanziato dalla Regione Puglia, nato proprio per catalogare e rivitalizzare il ricco ventaglio di specie presenti sul nostro territorio.

Quindici i partner partecipanti  tra cui il Cnr, le Università di Bari, Foggia e del Salento, oltre ad aziende e privati: "L'obiettivo - ha spiegato il coordinatore di 'BiodiverSO', il professor Pietro Santamaria del dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Uniba - è quello di ridurre il tasso di erosione genetica in atto in questi anni. Dopo aver esplorato il territorio regionale e ottenuto informazioni anche da parte dei coltivatori, abbiamo recuperato semi e risorse genetiche delle specie da noi individuate, procedendo alla loro conservazione e catalogazione".

Il lavoro di ricerca può essere facilmente consultato sul sito www.biodiversitapuglia.it, oppure attraverso una app per smartphone e tablet da lì scaricabile gratuitamente con numerose schede illustrative, foto e ricette da consultare. Il progetto ha studiato circa un centinaio di varietà conosciute, di cui 46 considerate a rischio estinzione, fornendo un grande aiuto per alcune, meno forti geneticamente: "Ad esempio - afferma Santamaria - siamo riusciti a trattare le varietà di carciofi di Mola e Brindisi con terapie speciali, ottenendo ortaggi senza virus e più resistenti". Un database, dunque, utile a specialisti, studiosi, ma anche curiosi di scoprire, valorizzare e assaggiare i sapori unici della terra pugliese.

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