Cronaca Murat / Via Argiro

Un giardino su via Argiro, tra favorevoli e contrari

La manifestazione Primavera Mediterranea inaugurata ieri pomeriggio tra la strada dello shopping e la città vecchia piace e non piace ai cittadini della zona. Chi gradisce dice che è bello vedere tutto quel verde dalla propria finestra; chi non gradisce si chiede come riuscirà a passare. E i commercianti pensano a una proroga

Un lungo serpentone verde, da piazza Del Ferrarese fino a via Argiro, fatto di piante, piccoli arbusti, erba e ortaggi. L’insolita installazione tra arte e agricoltura è il frutto (è proprio il caso di dirlo) di Primavera Mediterranea, l’iniziativa di PromoVerde Puglia organizzata per tutto il fine settimana in più punti e quartieri della città che chiama a raccolta tutti coloro i quali hanno un’anima ‘green’ e vogliono saperne di più su alimentazione, architettura e paesaggio, tutto nel segno dell’ecosostenibilità. Il maltempo di ieri non ha scoraggiato gli organizzatori che hanno rinviato al pomeriggio l’inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco Michele Emiliano.

Via Argiro, quindi, fino a domenica prossima, si presenterà così, come un grande giardino tra i palazzoni da 8 piani, gli avvocati in giacca e cravatta e le boutique di griffe di fama internazionale. E questa è anche la strada di cui in questi giorni si sta tanto parlando visto che a breve potrebbe essere riaperta al traffico (come chiede l’opposizione comunale) o lasciata come zona pedonale in grado di accogliere iniziative simili (come avrebbe intenzione di fare la Giunta). Ma che cosa pensano i baresi di tutto questo?
Se da una parte molti appaiono favorevoli, soprattutto chi qui ci lavora o la frequenta per momenti limitati della giornata, altri, come alcuni commercianti, vorrebbero nuovamente via Argiro aperta al traffico. Ci spiega il signor Nicola, titolare di un bar della zona: “Iniziative simili vanno bene, anzi benissimo. Ma dovrebbero essere più frequenti. Via Argiro sta perdendo un po’ di quel suo appeal che la contraddistingueva e l’amministrazione dovrebbe tener conto di questo”. “Abbiamo chiesto agli organizzatori di prolungare la manifestazione almeno di un’altra settimana”, interviene il presidente dell'associazione commercianti di via Argiro, Achille Cippone.

Fermiamo un’altra signora appena uscita dal portone del civico 33. Ci racconta: “Ne dovrebbero fare di più di manifestazioni simili. Stamattina ho guardato fuori dalla mia finestra e ho visto il verde. Una cosa stupenda. Però (c’è sempre un però – ndr) due giorni fa, quando stavano installando il tutto, si sentiva una forte puzza di concimi”. Vabbè, diciamo che è durato poco e che per qualche ora si poteva anche sopportare. “Già”, ci risponde.

Proseguendo nel tragitto, ci portiamo verso piazza Del Ferrarese. Qui le voci sono un po’ diverse. Una ragazzina ci chiede di cosa si tratta e, dopo averglielo spiegato, dice: “Vabbè, ma a che cosa serve?”. Gli altri suoi coetanei guardano stupefatti. Che tutto quel verde li abbia destabilizzati? Tra di loro, poi, c’è sempre quello che si avvicina all’installazione ecosostenibile con fare sospetto, pronto a distruggere qualcosa. Ma l’occhio vigile di qualche altro passante lo porta indirettamente a non toccare niente. Poi una donna, con un figlio nel passeggino e l’altro al seguito, si lamenta di non riuscire a passare agilmente per la stradina che da corso Vittorio Emanuele porta nella città vecchia: “Quanto tempo dobbiamo stare così?”. “Fino a domenica”, le risponde qualcuno. E il suo sguardo dice più di mille parole.

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