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Via Sparano, l'audizione di Galasso in Comune: "Non possiamo fermarci"

L'assessore ascoltato dalla Commissione Lavori Pubblici a Palazzo di Città: "I tavolini dei bar? Potranno essere allestiti sui lati". Critiche le opposizioni: "Più verde? - afferma Melini - E' una bufala"

"Non possiamo continuare a restare fermi e c'è un finanziamento da espletare". L'assessore comunale Giuseppe Galasso è intervenuto, questa mattina, in audizione davanti alla commissione Lavori Pubblici di Palazzo di Città, per rispondere alle domande sulla questione restyling via Sparano, in un'audizione, chiesta dalle opposizioni, rimandata rispetto alla settimana scorsa. Galasso è stato sollecitato, in particolare, sul tema del verde e dei pareri al progetto da parte degli organi competenti: "Vi saranno 34 fioriere rispetto alle 24 precedenti. Il valore iniziale del verde, al momento 98 mq, si è rivelato inferiore al previsto ma c'è spazio e modo di allargare ulteriormente le fioriere aumentando i posti a sedere e la zolla di terra per ospitare piante con uno sviluppo maggiore delle chiome. Sulle essenze siamo assolutamente aperti al confronto con tutti".

Una delle questioni più spinose riguarda la presenza dei gazebo di ristoranti e bar, attualmente allestiti su via Sparano che potrebbero però essere ridimensionati per lasciare spazio al 'cannocchiale' visivo raccomandato dalla Soprintendenza, attorno al quale ruota il restyling: "Questo – aggiunge Galasso – non vieta l'occupazione di aree pubbliche e il tipo di arredi è già normato dal regolamento comunale. Tra l'altro il progetto non deve individuare aree dedicate alla ristorazione e riqualifica la parte strutturale della strada. L'importante è che venga garantito il passeggio pedonale e non c'è alcuna incompatibilità con i 'salotti' da realizzare".

In sostanza il Comune potrebbe permettere l'allestimento dei tavolini purché questi si trovino ai lati della via. Per quanto riguarda i pareri, Galasso è entrato nello specifico: "Ne abbiamo a disposizione tre: il primo è stato rilasciato nel 2009 dal Comitato tecnico scientifico per i Beni Architettonici e paesaggistici del Mibac, il quale conferma la valenza strategica del progetto economico e commerciale" ritenendo valido il progetto vincitore, elaborato dall'architetto Guendalina Salimei. Gli altri pareri, prosegue Galasso, "sono della Soprintendenza di Bari e Bat sul progetto definitivo del 2014 e l'esecutivo del 2015, prescrivendo il riutilizzo delle basole (da collocare in piazza Umberto, ndr), stabilendo le modalità di ricollocazione delle palme" specificando e dando via libera anche al tanto contestato 'effetto cannocchiale', ovvero la visuale libera tra la stazione e Bari Vecchia.

Le opposizioni non sono soddisfatte dell'audizione e criticano soprattutto la quantità effettiva di superficie verde, inferiore a quella prevista: "Alla fine i conti tornano  - afferma la consigliera Irma Melini (ScelgoBari) - e non per l'amministrazione comunale. La questione è una delle tante sollevate, che chiarisce con quanta superficialità siano stati messi a bando 4 milioni e mezzo di euro. Non sono 250 i metri quadrati di verde, sarebbero 68 m² così come da me dichiarato in base al capitolato messo a bando e oggi diventano 96 metri quadrati con una modifica sul disegno delle fioriere della Salimei. Questo errore - aggiunge - e l'arroganza con la quale è stato portato avanti sono lo specchio con il quale si sta conducendo questa di riqualificazione. Anche la promessa di aumentare il verde con l'ampliamento delle fioriere è una "bufala" visto che le fioriere saranno ampliate solo nelle traverse e non su via Sparano. Di fatto, quindi, non ci saranno zone verdi sulla via principale della città". 


 

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